Le ordinanze insufficienti
Redazione
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Anche in questo caso il sindaco, i suoi collaboratori e gli uffici preposti, credevano che chiudendo le scuole (siamo già al terzo giorno) avrebbero risolto le criticità.
Ed invece, anche oggi, venerdì 10 febbraio, in molte zone del territorio si registrano disagi e pericoli. Oltre alla scuola (ma è bene dire che il personale Ata deve recarsi ugualmente al lavoro) ci sono altri settori che non possono e non devono fermarsi: ci sono i lavoratori dipendenti, i commercianti, le associazioni di volontariato, gli uffici, i presidi sanitari, i pendolari soprattutto quelli che non hanno la fortuna di avere il posto di lavoro sotto casa e sono costretti a viaggiare. Anche in questo caso l’evento nevoso, certamente non abbondante, è stato accompagnato da polemiche e rimostranze. Tantissime le lamentele e le proteste di anziani e persone in difficoltà, soprattutto in alcune aree del centro urbano e nella periferia a Sud (Là Mucone). Ancora una volta il sindaco, i suoi collaboratori e gli uffici preposti credevano che fare stare a casa alunni e docenti (ma in passato sono state emesse ordinanze inopportune), anche tutte le altre persone-familiari sarebbero state sul divano, al camino o davanti ai fornelli e le strade sarebbero state percorribili. Ancora una volta, quindi, il Comune si è fatto trovare impreparato ma a questo punto non sappiamo se l’improvvisazione e l’incapacità riguarda solo gli organi istituzionali o anche gli operatori addetti alla pulizia ed alla sicurezza delle arterie. Insomma, qui da noi la neve non sembra essere una risorsa bensì un problema e di conseguenza si è sempre in emergenza. |
PUBBLICATO 10/02/2023 | © Riproduzione Riservata

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