Il Regno di Dio è la terra
Padre Leonardo Petrone
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Dio plasmò l’uomo con la terra e vi soffiò la vita, l’uomo divenne “essere vivente”. Quindi l’uomo (Adam) è impasto di terra e vento (ruah), è un flauto che suona col fiato di Dio, si muove nel cosmo con il cromosoma di Dio e il gene della polvere. L’uomo non è solo terra, ma senza terra non si comprende. “Siate fecondi e moltiplicatevi = riempite la terra. Due verbi che evidenziano il rapporto uomo-terra.
“Pose l’uomo nel giardino perché lo coltivasse e custodisse”. La terra non è dell’uomo, appartiene a Dio. L’uomo ne ha la custodia per farvi fiorire la vita. Custodire mette in chiaro la preziosità. I due verbi coltivare e custodire indicano “azione sponsale” per cui tutte le creature sono nella sfera di “sorelle minori”. Per sei volte il Creatore guardò ciò che aveva fatto ed esclamò: “che bello”, si incantò davanti alla bellezza del creato. “La bellezza è l’esca del divino” (Simone Weill), genera gioia e piacere. “Mio prossimo non è solamente il mio simile, mi è prossimo tutto ciò che vive con me e mi permette di vivere ed esistere sulla terra: piante, vegetali, animali. Tutto mantiene la vita sulla terra. Bene concludeva Gandhi: “mio prossimo è tutto ciò che vive”. Più incisivo ancora San Francesco “miei fratelli e mie sorelle sono: sole, luna, terra e creature tutte, vento, acqua, fuoco”. “Ama il prossimo tuo”= dilatazione che abbraccia tutto. Positiva la riflessione di Mario Luzzi: “La risurrezione di Cristo non riposerà finché non sia spezzata la tomba dell’ultima anima”. Questo modo di vedere ci porta dove Dio è tutto per tutti e le galassie gravitano attorno alla Croce”tutto sussiste in Lui”(Col 1,17). Non solo l’uomo è di terra, anche il Vangelo è di terra. Gesù ha declinato il mondo nuovo contemplando un campo di grano e con tutto ciò che è terra ha raccontato il sogno di Dio, sogno che si realizza con il fiorire della vita in tutte le sue forme (Vannucci). A questa fioritura è presente il contributo dell’uomo. Gesù ama i campi di grano, le distese di spighe, i gigli, la vigna, praticamente osserva la terra e nascono le belle parabole.. Studia l’agricoltura e vi scorge l’agire del Padre: la semina, l’attesa, la raccolta. Dio è sempre la primavera del cosmo: immette i semi della vita e l’uomo gode la vita. Gesù osserva la terra feconda di vita: il giglio terra, la testa ammira il cielo, il Vangelo fa battere il cuore per la bellezza della terra e l’immensità del cielo. Cielo: quando alziamo gli occhi al cielo stellato nasce un inno di meraviglia e di adorazione, sgorga dall’anima che ha sete del grande e del bello. Terra: Santa Teresa di Lisieux, convinta, affermava: la terra è la tua nave, non la tua dimora”. Credo proprio che sbagliava, è generosa e, anche se straziata, propaga vita. Vangelo: “Non si può terminare la lettura del Vangelo senza sentirsi migliori” (J. Rousseau) lo si sente palpitare come cuore di madre. Non andremo lontano, abiteremo una terra completamente riparata da Cristo Signore, niente più fame e sete, neppure il cuore più desidera perché è colmo di gioia, di beni e di bene. In prossimità del lago Cecita c’è un bel cartello custodito nella mente e nella fantasia: un nido con tre uccellini che attendono la madre, a caratteri grandi “lasciateli vivere”. Madre Terra ti custodisce la vita nel tempo e oltre. La Terra è eredità e residenza. Gli altri pianeti sono lontani. |
PUBBLICATO 14/05/2023 | © Riproduzione Riservata

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