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Simboli e tradizioni: Il presepe

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
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Il presepe rappresenta la vera quintessenza del Natale, rievocando i primi avvenimenti a partire dalla nascita di Gesù. Il termine deriva dal latino "prae"/ davanti e "saepes" /recinto ,una chiara allusione al recinto delle greggi dei pastori. Un primo raro esempio di rappresentazione di Maria e dei Magi appare nella catacomba paleocristiane di Priscilla a Roma,invece, il presepe così come lo conosciamo noi, risale al 1182. Fu San Francesco tornato dalla Palestina a riproporre gli splendidi paesaggi descritti dai Vangeli a Greccio in provincia di Rieti e, dopo aver ottenuto il permesso da papà Onorio III, darà vita ad un presepe vivente. Bisognerà attendere la seconda metà del '200 per assistere alla prima rappresentazione della natività con statue ad opera di Arnolfo di Cambio, un architetto e scultore dell'Italia centrale che fu ingaggiato per tale lavoro dal papa francescano Niccolò V . Tale opera è tutt'ora conservata nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. A partire da questo momento, presepi in porcellana, gesso, legno e ceramica fioriscono nelle chiese e successivamente nelle case private. Risale alla Firenze del '400 la produzione di statuette artigianali addirittura animate, come quelle realizzate da Bernardo Buontalenti per Francesco I de' Medici, dove i personaggi si muovevano verso la capanna ed il cielo dava spazio al volo degli angeli ed alla cometa. Per quanto riguarda la grotta, i Vangeli non ne parlano ma fanno riferimento ad una mangiatoia. Qualche accenno alla grotta si trova nei vangeli apocrifi come il Protovangelo di Giacomo, per quanto riguarda bue ed asinello si tratta di una invenzione poetica di San Francesco questo perché si riteneva che, nella notte Santa, i confini dei mondi divenissero labili e che gli animali potessero parlare . Anche la stella cometa è testimonianza di un capovolgimento dei valori possibili solo a Natale poiché, nel mondo antico, l'apparizione dell'astro era preannuncio di calamità e non di lieti eventi. Sui Magi più notizie si hanno nel Vangelo Armeno dell'Infanzia dove sono descritti tre sacerdoti persiani: Melkon, Gaspar e Balthasar. I loro doni al Bambinello sono fortemente evocativi: oro riservato ai re e simbolo di incorruttibilità; incenso testimonianza di adorazione della divinità e mirra sostanza usata per i morti e quindi volta a testimoniare l'umanità di Gesù o forse presagio della sua sepoltura. Inoltre, i tre doni rispecchiano i tre continenti allora conosciuti: Persia(oro), Arabia(incenso), Etiopia(Mirra). Il numero dei Magi oscillò nel tempo, alcuni ritenevano fossero 12 e solo con l'editto Papale di Leone Magno si stabilì il loro numero a tre. Secondo la leggenda i resti dei Magi furono trovati da Santa Elena in India e da lei portati a Costantinopoli, qui vennero traslate a Milano e trafugate da Federico Barbarossa in Germania. Tornando al presepe in esso troviamo rappresentati degli spaccati di vita sociale, con personaggi caratteristici del tessuto culturale popolare come i Cicci Bacco napoletani in ricordo del Bacco pagano, la meretrice sempre di lato all'osteria ed in contrapposizione alla Vergine Maria, 12 venditori ( uno per ogni mese), Benito Il pastorello addormetato simbolo di innocenza e le figure inquietanti di Zia Vincenzo e Zia Pasquale personificazioni del Carnevale e della morte. In Spagna esiste anche il "Caganer" l'uomo intento a concimare i campi con la sua defecazione e simbolo di abbondanza, in Catalogna viene posizionato in luoghi appartati ed i bambini si divertono a "scoprirlo".Anche nella cultura occidentale il Caganer è rappresentato, Pieter Brueghel il Vecchio ne pone uno nel suo famoso dipinto:"La Torre di Babele". In ultimo va citata la famosa Via dei Presepi di Napoli dove ad i personaggi classici del presepe si affiancano anche esponenti politici e del gossip, suscitando sospetto nella Chiesa che, tuttavia, non è riuscita ad estirpare al popolo napoletano questa usanza.

PUBBLICATO 06/12/2023 | © Riproduzione Riservata



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