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Cristo velato

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
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Il corpo di Cristo martoriato dalla passione è ricoperto da un velo affinché i nostri occhi non vedano quelle ferite sanguinanti, profonde, crudeli che abbiamo inflitto al figlio di Dio. Il velo serve a nascondere più la nostra coscienza, la responsabilità delle anime, il fatto che l' umanità sia carnefice, assassina ed irriconoscente. Il mistero della morte di Cristo è di certo la resurrezione, la vittoria sulla morte eppure, credo che il significato della Pasqua sia il potere dell'amore. L' amore di chi si è sacrificato per i propri figli e li ha perdonati, nonostante la loro umana imperfezione, nonostante non sia riuscito a salvarli: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Eppure, il tentativo non è stato inutile poiché Cristo ha salvato sé stesso ma, nello stesso tempo, ci ha così svelato la via per fare altrettanto. Essere laici o credenti non ha importanza, possiamo risorgere ed elevarci ad uno stato superiore solo attraverso la profondità dell'anima e all'amore. Il velo che ricopre Cristo senza vita (che potrebbe essere letto come puro spirito o anima del mondo ) serve ai vigliacchi, a chi ha la coscienza sporca, a chi rifiuta le responsabilità delle proprie azioni. Bisogna alzare il velo, guardare ogni ferita inflitta al prossimo, ogni sofferenza o martirio per capire chi realmente siamo e cosa sia il vero peccato. Ad oggi il sacrificio di Cristo per molti resta incomprensibile : "È risorto e siede alla destra del Padre" ma ha potuto fare ciò solo grazie all' incondizionato amore verso le creature di questo strano, complicato mondo. Alla fine, nel momento del giudizio c'è chi saprà salvarsi e chi cadrà nella dannazione dell' oblio. In un mondo materialista e di pura esteriorità bisognerebbe cercare il tempo per riflettere sul mistero di questa vita così come occasione per prepararci all'eterno e riscattarci dalla morte. Credenti o meno ognuno ha una coscienza o un'anima se preferite: bisogna cercare di mantenerla il più possibile viva e pura. Che sia dunque una Pasqua di resurrezione ma soprattutto d'amore.

PUBBLICATO 29/03/2024 | © Riproduzione Riservata



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