LETTERA ALLA REDAZIONE Letto 1863  |    Stampa articolo

Le nuvole non hanno forma

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Per la mia prima volta ad Acri, da scrittore in erba, ho già, tra testa e cuore, mille “chissà se”.
Chissà se sarò all’altezza, chissà se verrà qualcuno, chissà se piacerà, chissà se li deluderò!
Le risposte le aspetterò tutte alla sera e saranno tutte quelle che ammetteranno chissà quanti altri “chissà se” ma fa parte del gioco della vita, che ha nella morte l’unica certezza per tutti.
E scrivere un libro, il mio libro, i racconti della mia vita, è un bellissimo gioco perché ogni giorno mi sta regalando un’emozione nuova alle mie esperienze, che da uomo datato pensavo tutte consunte.
Da mia figlia Elisa che se lo porta a scuola per leggerlo nelle pause perché “papà è davvero bello”, a Cristina, una mia infermiera, che in ambulatorio mi dice “dottore davvero complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, succede solo quando un libro mi prende subito”, a chi da Sciacca o dalla Puglia spera in una mia presentazione locale, a don Raffaello che, ieri, a Carrara, mi è letteralmente corso incontro ad abbracciarmi, recitando una sua in latino, che ho fatto finta di capire ma doveva essere un elogio, perché “questa notte ho fatto le due per leggere il tuo libro, è stupendo” ma questa mattina no, questa non l’avrei mai immaginata.
C’è una signora in sala s’attesa, è venuta in ospedale a ritirare il libro, voleva l’autografo e già questo può bastare e, invece, “posso lasciarle 5 euro per una rosa per sua madre, il suo racconto mi ha fatto piangere, io ho vissuto la sua stessa emozione con la mia mamma”, ci siamo stretti in un abbraccio e io poi a rifugiarmi dentro lo studio per non far vedere la mia emozione.
Il 7 giugno sono ad Acri, presento il mio libro, spero che ci sia qualcuno a sentirmi leggere un racconto, spero che gli piaccia, spero di non deludere nessuno, spero di essere all’altezza e se chissà mai così non fosse, non importa, la vita è un gioco bellissimo, l’importante è giocare e non aver mai paura di restare in panchina per la paura di un chissà di troppo.
Io, comunque, Vi aspetto

PUBBLICATO 03/06/2024 | © Riproduzione Riservata



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