POLITICA Letto 3252  |    Stampa articolo

Autonomia differenziata o secessione camuffata?

Foto © Acri In Rete
Francesco Pellicorio
condividi su Facebook


Partiamo dal presupposto che il regionalismo rafforzato è sia di destra che di sinistra, il cui accesso era sconsigliato alle Regioni governati da incoscienti. E’ pensato da D’Alema nel 2001, per esaltare la classe dirigente capace ed escludere quella che ha vissuto di assistenzialismo, di formazione del debito e di corsa alle clientele. Partiamo dal 2001 allorquando i “D’Alema e Co.” sembravano avere avuto la geniale idea di scrivere la lettera m, del comma 2, dell’art. 117 della Costituzione. E’ competente esclusivamente lo Stato nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (i LEP) concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Dal mio punto di vista, non si può attribuire la colpa solo al centro destra. Strumentalizzare una questione così importante sembra eccessivo. Non possiamo permettere una prova di forza su una riforma così importante che può arrivare a dividere il Paese. Il Regionalismo non porta nulla di buono agli italiani. In compenso,moltiplica per venti la burocrazia, la partitocrazia, gli sprechi e il malgoverno. I temi del regionalismo e dell’autonomia rientrano nella Costituzione.
La stessa che all’articolo 5 definisce la Repubblica «una e indivisibile». Significa che l’autonomia non può creare italiani di serie A e di serie B. Il problema principale di questo ddl, riguarda la completa inefficacia del contenuto: senza fondi la riforma,non sta in piedi. L’unica cosa certa è il modus operandi: per ora approviamola, poi si vedrà. Pur nel rispetto della Costituzione che prevede la possibilità per le Regioni di avere una maggiore autonomia, sono convinto che prima di tutto sia necessaria una omogeneizzazione degli aspetti infrastrutturali ed economici del nostro Paese. Sono del parere che su servizi essenziali come sanità e scuola non possano esserci medici o professori più pagati al Nord e meno al Sud. Cittadini e professionisti,del Mezzogiorno hanno gli stessi diritti di quelli del Nord. Temo che il finanziamento dei Lep e il meccanismo di perequazione, finiscano su un binario morto. Senza il finanziamento dei Lep, i quali rappresentano i requisiti minimi di servizio da garantire in modo uniforme in tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti sociali e civili sanciti dalla Costituzione  questo decreto legge non serve proprio.
L’attuazione dei  Lep, deve essere determinata in base alla spesa storica di ciascuna regione, un approccio che potrebbe favorire le regioni più ricche del Nord, con una maggiore spesa storica, a discapito di quelle meridionali.
Una soluzione che accresce ulteriormente il divario tra le aree del paese. Infine senza il fondo perequativo (perché quest’ultimo è per nulla chiaro), destinato ai territori con minore capacità fiscale pro-capite i vantaggi per il Mezzogiorno sarebbero nulli.
Onestamente questo decreto legge serve da salvagente per qualche leader che potrebbe perdere la corona oppure da indipendentismo padano?

PUBBLICATO 20/06/2024 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

EDITORIALE  |  LETTO 970  
Provincia di Cosenza. Eletto presidente Faragalli: il comprensorio Acri-Bisignano-Luzzi-Rose resta senza rappresentanza
Alle elezioni per il rinnovo degli organi della Provincia di Cosenza emerge con chiarezza il dato politico della vittoria di Biagio Faragalli, che conquista la Presidenza e la maggioranza dei consigli ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 445  
Crescere come il…bosco!
Come il bosco cresce silenziosamente apportando innumerevoli e.... ...
Leggi tutto

IL CASO  |  LETTO 868  
Un gradino, mezz’ora di attesa e un diritto negato
Un gradino, mezz’ora di attesa e un diritto negato. Io fuori dalla.... ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 157  
Domenica in Accademia il pianista bulgaro Ivan Donchev per il quarto concerto dedicato all'integrale delle Sonate di Beethoven
Prosegue all’Accademia Amici della Musica di Acri il grande progetto dedicato all’esecuzione integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven, affidato al pianista bulgaro Ivan Donchev ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 382  
La cultura non è un piatto pronto
Ho avuto pezzi su altre testate, ne scrivo per Acrinrete, ne ho scritto per Iacchite’ (a proposito si scrive con l’apostrofo finale e non con l’accento perché è un troncamento di una ...
Leggi tutto