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Abbandono del territorio e recupero della civiltà contadina

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Pi Greco
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La Natura non è amica dell'uomo. L' uomo ha dovuto attivare tutte le sue capacità logiche ed operative per sopravvivere in un ambiente naturalmente suo nemico. Se l'umano avanza il naturale regredisce. Se si impone l' urbano la natura originaria si trasforma in seconda natura.
Ma sia l'urbano che la seconda natura hanno bisogno di cura da parte dell'uomo. Se l'uomo smette di curare l'urbano , quest’ultimo diventa rovina e la natura se ne riappropria, se l'uomo smette di occuparsi della natura umanizzata la seconda natura ritorna ad essere natura originaria cioè foresta.
Se ritorna la foresta il cane ritorna ad essere lupo, e branchi di cani randagi si rimpossessano dell'urbano. Animali selvatici spariti per anni come cinghiali, volpi, faine, istrici, lupi, orsi, tornano ad impossessarsi di ciò che un tempo era il loro territorio. La mancanza di cura del territorio determina il disastro dei fiumi, dei torrenti, del sottobosco e del bosco, la malattia degli alberi, la pericolosità degli insetti. L’ uomo deve tornare ad essere cultore della terra.
L' uomo deve recuperare il rapporto delle sua mente e delle sue mani con l' ambiente che lo circonda, deve recuperare il senso del lavoro che la civiltà contadina gli ha tramandato.

PUBBLICATO 10/11/2024 | © Riproduzione Riservata



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