Consiglio Comunale. Muti e loquaci
Redazione
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Da pochi giorni l’amministrazione di centro-sinistra-destra guidata da Capalbo ha tagliato il traguardo dei due anni e mezzo.
Rispetto al Capalbo 1, registriamo una stabilità politica caratterizzata da una giunta comunale che non ha subito mutamenti se non nell’avvicendamento dei ruoli ovvero Bonacci vice sindaco al posto di Miele. Capalbo, per il momento, non ha inteso rivisitare l’esecutivo. La novità più importante arriva dalla maggioranza consiliare dove Franca Sposato si è dimessa da capogruppo Pd. Il suo posto è stato preso da Morrone. A proposito della maggioranza dopo due anni e mezzo circa mille giorni si è in grado di evidenziare i consiglieri comunali più loquaci e quelli che, invece, al momento hanno preferito il mutismo limitandosi solo alla votazione di provvedenti e alla sottoscrizione di comunicati stampa imposti dal primo cittadino. In questo scorcio di consiliatura non hanno proferito parola Vincenzo Mustica, tesserato FI ma che nel 2022 intese aderire al progetto politico di Capalbo candidandosi nella lista Pino Capalbo sindaco ed entrato in assise come primo dei non eletti dopo la nomina ad assessore di Maiorano. Anche Cosmo Manfredi, anche lui candidato nella lista Pino Capalbo sindaco non ha aperto bocca. Pochissimi interventi (per strategia o per mancanza di argomenti?) per Morrone (Pd). Tra i loquaci, ma alcuni di loro, considerati gli interventi banali, inconcludenti e senza un filo logico avrebbero fatto meglio a stare zitti, troviamo Gencarelli, M. Cofone, Fusaro, Sposato, Ferraro. Poiché il Consiglio Comunale, ormai seguito in streaming e alla radio (soldi sprecati) da pochi intimi ovvero dagli stessi consiglieri e loro familiari, è il massimo organo politico e istituzionale di una città, ci auguriamo che con il nuovo anno i diciassette consiglieri (che percepiscono indennità) alzino l’asticella ovvero la qualità altrimenti sarà meglio imitare l’atteggiamento di Mustica e Manfredi. |
PUBBLICATO 06/01/2025 | © Riproduzione Riservata

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