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Una iattura che i lavori della Sibari Sila furono affidati alla Provincia di Cosenza. No a speculazioni e logiche elettorali sulla nuova Provincia

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Riguardo l’ ipotetica istituzione della Provincia Sibari Pollino e sull’incompiuta Sibari Sila, abbiamo raccolto anche le riflessioni di Maurizio Feraudo, già consigliere regionale dal 2005 al 2010 3 consigliere comunale dal 2017 al 2022.
Effettivamente le grandi infrastrutture che riguardano il territorio di Acri, i primi lotti funzionali della SS 660 e della “Sibari-Sila”, compresi nell’A.P.Q. (Accordo di Programma Quadro) Infrastrutture approvato dalla Commissione Affari Europei del Consiglio regionale, di cui ero Segretario, nel mese di dicembre 2005, sono stati finanziati, grazie al mio personale impegno, con complessivi 50 milioni di Euro, di cui 20 mln circa destinati al collegamento viario verso Cosenza e 30 mln circa al collegamento viario verso San Demetrio e quindi Sibari.
Considerato che l’ammontare dei fondi da destinare, entro il 31 dicembre di quell’anno, alle grandi opere infrastrutturali della Calabria era di complessivi 750 mln di Euro, la fetta di risorse che sono riuscito a “portare” ad Acri è stata sicuramente consistente. Acri ha avuto, così, per la prima volta l’opportunità e la concreta possibilità di realizzare quella svolta epocale da sempre auspicata per uscire dal suo atavico isolamento, non solo viario.
E così sarebbe scuramente stato se le opero fossero state realizzate, cosi come era previsto, dall’ANAS.
La iattura è stata che la responsabilità della progettazione e della realizzazione delle due grandi opere se l’è assunta, invece, la Provincia e il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi: montagne sventrate e vecchi tracciati verso San Denetrio resi impraticabili, nonostante gli ultriori circa 5 mln di fondi stanziati dalla stessa Provincia di Cosenza per la grande viabilità verso la piana di Sibari. E il prezzo più caro lo stanno pagando gli acresi che per raggiungere il mare più vicino percorrevano proprio quel tratto di strada che oggi continua a rimanere un cantiere abbandonato.

Nei giorni scorsi, in occasione di un consiglio comunale sull’istituzione della nuova provincia Sibari Pollino, si è parlato anche della Sibari Sila i cui lavori, iniziati nel 2008, sono fermi. Il sindaco Capalbo e la maggioranza hanno dichiarato che l’istituzione della suddetta provincia sarebbe l’occasione giusta per completare i lavori della Sibari Sila. Cosa ne pensa?

La “Sibari-Sila”, che non è stata realizzata quando c’erano i fondi necessari, non verrà completata più. E’ da annoverare tra le perenni incompiute ormai.
Sono passati 18 anni dall’avvio dei lavori e l’intero ammontare dei fondi che sarebbe bastato per realizzare il primo lotto funzionale, da Calamia (originariamente sarebbe dovuto partire da Duglia) a San Demetrio Corone, è stato speso.
Da consigliere comunale di Acri della scorsa consiliatura in più occasioni ho chiesto al sindaco Capalbo di denunciare lo spreco di denaro alla magistratura ma non sono stato ascoltato.
Sostenere oggi, dopo anni di colposo immobilismo politico, che l’infrastruttura viaria potrebbe essere completata con l’istituzione della provincia “Sibari-Pollino” significa riproporre, a proprio beneficio personale, quelle stesse prese in giro e quelle promesse elettorali su cui esponenti politici di primo livello, estranei al nostro contesto e che hanno addirittura guidato la Regione, hanno dolosamente speculato per costruire le proprie fortune politiche.
E’ il triste preludio di una storia che si ripete, e con essa le farse politiche ed elettorali, con l’aggravante, oggi, della consapevolezza che quell’opera contunuerà a rimanere un sogno per la comunità acrese, un obiettivo che non sarà mai raggiunto. Perchè legare il suo completamento ad una provincia che non sarà istituita, almeno per i prossimi dieci anni, significa confermare che di speculazione elettorale si tratta.

Lei è stato anche consigliere comunale dal 2017 al 2022, cosa ne pensa dell’adesione del comune di Acri all’ipotetica provincia Sibari Pollino?

Il dibattito sulla adesione alla provincia che non c’è l’ho trovato surreale. Una manipolazione politica senza precedenti. Se è vero, come io ritengo, che Acri deve ridisegnare il suo sviluppo proiettandosi verso la Sibaritide, essendo innegabile la sua vocazione, innanzitutto turistica, verso quell’area, gli amministratori avrebbero dovuto avere la capacità di valorizzarne, in questi otto anni di governo locale, gli attrattori più importanti, tra cui è sicuramente da annoverare la “Crista”.
Le scelte fatte vanno, tuttavia, in tutt’altra direzione essendo incompatibile ed inconciliabile con l’idea di sviluppo turistico il progetto di un parco eolico proprio in quella parte del territorio che domina la piana di Sibari.
Un coacervo di contraddizioni, insomma, che la dice lunga sulle reali intenzioni dell’attuale sindaco che non si è nemmeno preoccupato - mi piace ribadirlo - di sollecitare l’accertamento delle resposabilità sullo sperpero dei circa 35 mln di Euro che sono stati letteralmente buttati sulla “Sibari-Sila”. Per non parlare del metodo: un manipolo di consiglieri comunali ha eseguito un ordine di scuderia senza nemmeno adeguatamente motivare una scelta di cosi strategica importanza e, soprattutto, senza un preventivo dibattito al quale sarebbe dovuta essere chiamata a dare il suo contributo l’intera cittadinanza.
Una scelta, questa, che non può rimanere circoscritta all’interno di una stanza del Palazzo nè rimessa alla decisione di pochi cortigiani e teatranti politici, proni alla volontà di chi ha dato prova di saper rovesciare la realtà, facendo del male il bene, del falso il vero e dell’ingiusto il giusto.
Queste mie considerazioni, da cittadino pensante e libero, si inseriscono all’interno del dibattito che non c’è stato e mi auguro che possano essere da stimolo per avviare un sano e leale confronto sganciato da speculazioni e logiche elettoralistiche. Perchè gli acresi, quelli che non vogliono più assistere passivamente allo spopolamento, all’isolamento, alle prevaricazioni, al degrado a tutti i livelli, anche istituzionale, dovranno sentirsi protagonisti di un cambiamento che non può più aspettare.

PUBBLICATO 31/03/2025 | © Riproduzione Riservata



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