Questa scuola non va più bene per le nuove generazioni
Maria Paola Capalbo
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Le nuove generazioni sono lontanissime dalla scuola attuale. I ragazzi digitali si annoiano, sono distratti, demotivati, incompatibili con un tipo di insegnamento pensato per giovani cresciuti con la carta. Riempire le scuole di dispositivi digitali non e' servito a nulla. Sostituire il cartaceo con il digitale non ha riempito il solco profondo che negli ultimi anni si e' creato fra insegnanti ed allievi. La creazione di insegnanti digitali non ha rivoluzionato nulla, non ha limitato l' incomunicabilita' esistente fra chi sta dietro una cattedra e chi fa finta di stare seduto dietro un banco. Il problema e' gravissimo perché siamo di fronte ad una generazione di esseri umani sconosciuti, incomprensibili, non più dotati della conoscenze e competenze necessarie per fare funzionare questo modello di agenzia formativa. Questo modello non funziona più. Non funzionano più gli addetti ai lavori. L’ uditorio e' radicalmente cambiato e la velocità delle trasformazioni globali ci fa prevedere la radicalizzazione delle problematiche educative. La base dell' apprendimento e' la passione per ciò che viene studiato. Questa passione si e' spostata verso altri obiettivi che per i giovani non sono più quelli scolastici. Anche gli insegnanti più appassionati trovano difficoltà enormi, insormontabili perché visti come alieni preistorici. La tecnologia ormai ha sostituito l' umano in tutti i suoi aspetti. Questi giovani sono stati ormai trasformati in dispositivi tecnologici che non possono comprendere alieni preistorici che parlano un linguaggio ormai straniero. E' inutile mobilitare schiere di esperti...in cosa? Anche la riflessione filosofica, che resta lo strumento migliore per capire una trasformazione così radicale, si trova in grande difficoltà. Forse le neuroscienze potranno supportare i pensatori nel difficile compito di decodificare una struttura mentale in velocissima trasformazione. Foto dal web.
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PUBBLICATO 25/04/2025 | © Riproduzione Riservata

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