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Se non saremo sterminati prima!

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Viviamo in tempi straordinari. L’aspettativa di vita per fortuna si è allungata, si vive meglio e sono sempre di più le persone in età avanzata.
Un tempo gli anziani erano portatori di saggezza e di consigli che aiutavano a tenere unite le famiglie.
Oggi, a 70 anni si è considerati “giovanili” mica “vecchi”.
Tuttavia, se un settantanovenne oggi comincia a dire cose strane e palesemente eccentriche del tipo: ”In soli due giorni porterò la pace in tutti i condomini della città” oppure “In un anno ho reso ricca l’intera comunità”, davanti a queste affermazioni la famiglia qualche problema se lo pone e prenota un consulto medico.
A meno che il settantanovenne non sia un signore che occupa la poltrona più importante dello Studio Ovale, se cosi fosse cambierebbe tutto.
Le eventuali quanto improbabili dichiarazioni si trasformerebbero magicamente in “strategia politica”, le evidenti bugie in “espedienti comunicativi”.
Se poi il signore avesse un cognome tipo Trump (Solo per esempio, eh!), il protocollo non contemplerebbe visite mediche, ma prime serate in tv e conferenze stampa tutti i giorni.
Così funziona l'attuale società: due pesi e due misure. Se un cittadino comune straparla viene sottoposto a controlli medici, se lo fa un Presidente, continua a girare il mondo in un aereo di Stato.
Oggi il destino del pianeta è nelle mani di 4 “adorabili giovanotti”. Putin e Xi Jinping (72 anni), Netanyahu (75), Trump (79), leader che decidono dell'uso di armi nucleari, di guerre e del destino di miliardi di persone.
Invece di salvaguardare il futuro delle giovani generazioni, sembrano intenzionati a cancellarlo. Cosi, mentre le nuove generazioni scendono in piazza preoccupate per il cambiamento climatico, oppure salgono su una barca a vela carica di cibo alla volta di Gaza, "l'allegra combriccola”, ( tra i quali spicca il noto sterminatore di civili e bambini palestinesi), prepara missili ipersonici e scalda i motori degli aerei da combattimento.
Forse, un giorno ci renderemo conto di quanto tutto questo sia pazzesco e scopriremo con un certo imbarazzo che l’età anagrafica non è sempre garanzia di saggezza.
Forse, capiremo che la vera rivoluzione non è quella che passa dall’intelligenza artificiale, ma che occorre un ribaltamento culturale che affidi le chiavi del futuro non più a stagionati leader mondiali.
Solo quando le decisioni verranno prese da chi dovrà sopportarne le conseguenze e, soprattutto, quando il potere sarà nelle mani di chi ha una visone per costruire un futuro che valga la pena di vivere, solo allora ci sarà l' atteso cambiamento epocale.
Se non saremo sterminati prima. Ovviamente.

PUBBLICATO 27/09/2025 | © Riproduzione Riservata



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