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Il Cattolicesimo è la Religione del divieto?

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Elena Ricci
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Uno dei principali argomenti addotti da chi rifiuta di abbracciare la fede, o di convertirsi a Gesù, è l'idea che il Cattolicesimo sia una religione di divieti e di regole asfissianti. L'accusa è che la fede non permetta di vivere liberamente, che tutto ciò che è bello e piacevole sia catalogato come peccato, e che, di conseguenza, una vita basata sulla paura e sulla rinuncia non valga la pena di essere vissuta. Chiaramente, da un punto di vista esterno e superficiale, vivere da cristiani può apparire come l’osservanza pedissequa di un elenco di precetti e di "no" da rispettare senza alcuna mediazione. Vengono percepite come leggi anacronistiche, stabilite da un Dio poliziotto cosmico che ha teso una trappola all'uomo, desideroso di vederlo cadere per poterlo condannare. Forse la responsabilità è nostra, di chi ha imparato male o equivocato l’essenza stessa del messaggio. Oppure, purtroppo, ce lo hanno davvero insegnato in modo distorto: in parrocchia, al catechismo, agli incontri di preghiera o in famiglia. Questo cristianesimo è stato spesso presentato nella sua veste peggiore, assorbendo e ponendo come centrali i luoghi comuni più insensati. Il risultato è la percezione del Cattolicesimo come: la religione dei sensi di colpa. La Fede Che Opprime: I "Non Fare" Elevati a Dogma. È una fede che opprime, che schiaccia e che impedisce di respirare liberamente, che controlla l’anima e il corpo, indirizzando ogni minimo passo e ogni libero movimento. In ogni aspetto della vita interviene per mostrarti con superbia l’errore, la mancanza, la tua inadeguatezza. Un cristianesimo che chiede e impone, che detta regole di comportamento e modalità di pensiero, stabilendo cosa devi fare e, soprattutto, cosa non devi fare e cosa non devi pensare. Questo approccio si manifesta anche in dettagli minimi, come i cartelli all’ingresso delle chiese, magari rivolti ai giovani, che elencano i divieti: "non tenere acceso il cellulare, non masticare chewing gum, non accavallare le gambe". Così, "per il tuo bene", hai perennemente di fronte l’errore, lo sbaglio, il peccato. E il senso di colpa è talmente sviluppato e insito in questo modello che si impara sinistramente a conviverci. Se vuoi credere in Dio, ecco il libretto di istruzioni, la religione dei "no", invece di sostituire il divieto alla proposta, il giudizio all’invito, l’intransigenza al sorriso, la durezza del cuore alla bontà. Il negativo al positivo. Il Cattolicesimo: La Religione del "Sì". In questo modo, ci è stato taciuto di quel Dio che non agisce da giustiziere, ma solo da Padre, Amico e Fratello. Quel Dio con il quale il rapporto personale si nutre e vive ogni giorno di grandi e genuini "sì", e non di dovuti e doverosi "no". Il Cattolicesimo autentico è, ed è sempre stato, la religione del "sì". Nulla accade nel cristianesimo, quello vero, senza un "sì" libero. Non ci sarebbe stato neppure il cristianesimo senza il "sì" umile e fiducioso di Maria all’annuncio dell’angelo. E quanta differenza ci sarebbe stata senza il sorprendente "sì" di Pietro che, contro ogni evidenza dei fatti, sulla sola parola di Gesù, prende il largo e "getta le reti". Il cristianesimo è tessuto di innumerevoli "sì" che segnano le pagine del Vangelo e la vita quotidiana di ogni credente: il "sì" di Matteo che lascia tutto e segue Gesù; il "sì" di Tommaso che infine crede al Risorto; il "sì" di Zaccheo che accoglie il Maestro in casa; il "sì" di Marta che, alla morte di Lazzaro, crede sinceramente in quel Gesù che le dice: "Io sono la resurrezione e la vita". E, oggi, è il "sì" giornaliero a Dio e al prossimo del missionario che vive nella povertà, o del parroco che aiuta la sua gente. È il "sì" inteso come disponibilità, fiducia, affidamento e speranza a caratterizzare l’identità cristiana. Insieme alla gioia, la gioia sapiente di chi vive la vita con il giusto peso. Non un grammo di più. Questo è il cristianesimo lontano dalle polemiche, quello che ci piace vivere e che vorremmo fosse scritto, ben chiaro, accanto a ogni divieto: La fede è l'incontro con il "Sì" di Dio, che attende solo il nostro. Elena Ricci

PUBBLICATO 10/11/2025 | © Riproduzione Riservata



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