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Orgoglio e appartenenza

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Una partita di calcio si può perdere, uscire sconfitti però è un’altra cosa. Sabato nel Palazzetto dello Sport il Città di Acri calcio a 5, pur cedendo l’intera posta in palio ad una squadra super attrezzata come il Mazara 2020, ha dimostrato ancora una volta di avere gioco ed organizzazione. Senza nulla togliere alla bravura degli avversari, ha infatti lottato e costruito tante azioni, per questo meritava certamente qualcosa in più. La bravura del portiere siciliano che ha parato anche l’impossibile, compreso un rigore e un tiro libero, ha impedito che la gara prendesse una diversa piega.
Eppure, quello che amareggia di più non è il risultato finale apparso sul tabellone, ma quello che è accaduto sugli spalti. Mentre la tribuna dei tifosi locali contava purtroppo pochissime anime, la tifoseria avversaria ha dato una lezione di passione e appartenenza. Ragazzi che hanno percorso oltre sette ore di viaggio per seguire la squadra, hanno portato nel settore ospiti bandiere cori, tamburi e un entusiasmo contagioso. Al termine della gara hanno tributato ai propri giocatori una vera e propria festa, a testimonianza di un legame vero e profondo. Un’immagine molto bella che fa riflettere. Perché, se altrove la passione sportiva spinge le persone a macinare chilometri pur di esserci, la nostra comunità sembra apprezzare poco o forse non comprendere fino in fondo il valore di sostenere chi rappresenta la città e ne porta con fierezza in giro il nome in un campionato nazionale di Serie A2. E’ un vero peccato!
L' Acri calcio a 5 è una realtà che porta visibilità e orgoglio in regioni come Sicilia, Campania e Lazio, fino a Roma Capitale, rappresentata da due squadre
Tutto questo non sembra avere il valore che meriterebbe. Eppure è un’occasione unica non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico e d’immagine.
L' avventura sportiva di questa squadra è un veicolo ideale per imprenditori lungimiranti, capaci di associare il proprio marchio a una realtà fortemente identitaria che lo veicolerebbe in altre regione e in città importanti. Tuttavia, questa opportunità sembra sfuggire a molti. La società, pur con grande impegno, si trova troppo spesso a lottare in solitudine, sostenuta da pochi fedeli appassionati e da una manciata di sponsor avveduti e intraprendenti.
Forse è il momento di guardare oltre il risultato sportivo e capire che una squadra di Serie A2 è una vetrina che racconta chi siamo e cosa possiamo diventare. In fondo una squadra è un simbolo, una bandiera. Quando questa bandiera sventola in palazzetti dello sport di città importanti come Messina. Marsala, Roma, solo per citarne alcune, bisognerebbe essere fieri di tenerla alta e farla sventolare con orgoglio, tutti insieme.
Lo sport, quando è vissuto insieme, diventa comunità, orgoglio e anche futuro.

PUBBLICATO 11/11/2025 | © Riproduzione Riservata



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