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Fuori i secondi

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Giuseppe Donato
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Dopo aver attentamente assistito, rigorosamente da remoto, alle ultime due sedute consiliari del civico consesso acrese, dove in una delle due sono stato quasi insignito del titolo onorifico di consigliere di minoranza (e ancora mi sto chiedendo, ridendo a crepapelle, perché precludermi la maggioranza?), sono rimasto piacevolmente sorpreso nell’apprendere, a poche ore dall’ingresso nel nuovo anno, della passione per la medicina insita nel gruppo di maggioranza che al momento e senza non pochi patemi d’animo riesce ancora a determinare gli esiti delle votazioni in aula, seppure con l’apporto fattivo dei voti espressi dal Presidente del Consiglio comunale e dallo stesso Sindaco, malgrado la schiacciante vittoria riportata nel 2022 che dovrebbe essere rimasta impressa nella memoria di chi oggi favella di scotomi, campi visivi, punti ciechi, tifoserie, onestà intellettuale e tanto altro ancora.
E sì, perché nella mia certificata ignoranza difronte a qualsiasi dispiegamento di conoscenze mediche approfondite e forbitamente accostate alla vita politica della cittadina presilana, non vi nascondo che mi sono dovuto cercare il termine scotoma per approfondirne il significato e quindi introdurlo nel mio modesto bagaglio culturale.
Nel portare a termine questo lodevole proposito di inizio anno, dunque, ho avuto modo di apprendere che lo stesso termine, per analogia, assume un significato simile nell’ambito della psichiatria descrivendo una zona d’ombra della memoria e quindi qualora mi fosse sfuggita la composizione iniziale del civico consesso, mi sono premurato di recuperarla tramite l’esauriente archivio messo a disposizione dei cittadini curiosi (gli stessi della delibera tardivamente trasmessa al MEF!) attraverso il Portale Eligendo, grazie al quale sono risalito al dato ricercato: 16 consiglieri eletti più ovviamente il Sindaco e nello specifico 10 afferenti alla coalizione a sostegno del primo cittadino eletto, 4 per la coalizione a supporto di uno dei due sfidanti risultati sconfitti e gli stessi sfidanti che completano il quadro di partenza.
Se ne deduce che per gran parte del mandato elettorale conferito all’attuale maggioranza, il rapporto di forza poggiava su nove consiglieri liberi da incombenze quali la Presidenza del Consiglio comunale e la carica di Sindaco, quindi largamente bastevoli contro gli appena sei ascrivibili alla minoranza. Chi o che cosa abbia determinato il disfacimento di tale superiorità numerica è ormai condizione notoria, tant’è che oggi il numero di consiglieri di maggioranza liberi dalle incombenze già citate ammonta a 7, contro i 6 della minoranza e 2 indipendenti!
Da ciò ne deriva, quindi, che per attraversare l’ultimo e insidioso tratto di consiliatura che conduce alla nuova tornata elettorale prevista per il 2027, si dovrà continuare a scomodare due figure cardine dello scacchiere a disposizione delle forze di maggioranza ovvero il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale al quale, a differenza del primo, alla lunga potrebbe risultare poco pratico svestire e rivestire i panni di componente super partes in occasione di ogni singola votazione, non dimenticando gli svariati rischi ai quali l’esiguità dei numeri di maggioranza espone la stessa!
In ultimo, piuttosto che avventurarsi in plateali passi in avanti per non cadere all’indietro, sarebbe stata cosa gradita chiarire per iscritto i controversi aspetti delle Tariffe Tari per il 2025, con le stesse modalità utilizzate per riscontrare le lamentele di quanti, all’oscuro dell’ulteriore sviluppo emerso successivamente ovvero della tardiva pubblicazione delle medesime tariffe, si erano premurati di obiettare quanto non rispondente all’auspicato rapporto collaborativo fra ente e contribuente in merito alla gestione dei tributi, probabilmente gravata da errori di fatturazione già in occasione della spedizione delle bollette d’acconto per le quali non erano ancora applicabili le tariffe 2025 in quanto non pubblicate sul sito finanze.gov.it, pubblicazione resa inefficace dalla comunicazione tardiva e quindi errore di fatturazione eventualmente replicato nelle fatture emesse a saldo. Confidare in una terza proroga, dopo quelle del 2023 e del 2024, rasenta i contorni della beffa contribuendo sistematicamente a violare una scadenza sancita sin dal 2020 e quindi opportunamente a conoscenza dei funzionari che diligentemente svolgono il loro compito, allo stesso modo dei destinatari delle bollette accorsi a rateizzarle che, accortisi dell’errore, farebbero comunque bene a pagarle almeno fino a pareggiare l’eventuale tariffa 2024, in attesa di delucidazioni si spera in itinere visto che finanziaria e milleproroghe per il 2026 hanno già visto la luce e senza bisogno di project financing!
Mi auguro di non dover infrangere ulteriormente la sensibilità delle diverse componenti economico-politiche-sociali che risiedono e operano (a differenza del sottoscritto!) nella ridente cittadina del Santo anagraficamente registrato come Lucantonio Falcone e per quanto fin qui esplicato ci tengo a sottolineare che rappresenta soltanto il mio umile punto di vista, pur consapevole che il giudizio posto sulla questione potrebbe risultare cagionevolmente condizionato da eventuali scotomi che ne ottunderebbero l’onestà intellettuale.
Buon 2026!

PUBBLICATO 03/01/2026 | © Riproduzione Riservata



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