Meglio la concorrenza
Partito Liberaldemocratico Acri
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Nel dibattito politico che si è aperto nelle ultime ore ad Acri sulle procedure di affidamento diretto di lavori e servizi pubblici, non si può restare indifferenti.
Si tratta di vicende che toccano da vicino gli interessi della Città, perché rilevanti sono le questioni connesse all’utilizzo delle procedure prescelte per la buona ed efficace azione dell’amministrazione pubblica e per le aspettative che i cittadini ripongono nelle istituzioni.
Compito di una sana forza politica, non è quella di alimentare illazioni, ma di confrontarsi anche sui principi fondamentali che devono guidare ogni corretta amministrazione: trasparenza, imparzialità e responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche. È indiscutibile come sia legittimo da parte dell’opposizione formulare le istanze che ritiene più opportune per il controllo democratico, così come sia doveroso da parte dell’amministrazione fornire le risposte più chiare, limpide ed esaustive. Il problema vero, però, secondo il Partito Liberaldemocratico di Acri, non è tanto e solo quello di controllo delle procedure, ma di utilizzo sistematico della modalità di affido diretto. Riteniamo, come forza liberale, che basa la propria azione tra gli altri sui principi di concorrenza, che lo strumento ottimale per allocare le risorse e garantire il miglior soddisfacimento degli interessi generali sia il mercato e quindi, l’utilizzo costante e regolare delle gare. L’alternativa, ovvero l’affidamento, dovrebbe conoscere un impegno residuale, ossia nei casi di urgenza, o qualora l’entità delle risorse sia talmente poco sostanziale da poter essere utilizzata con un metodo diretto di spesa. È chiaro che questo sistema, oltre agli indubbi vantaggi di costo e di risultati, risulterebbe anche una rivoluzione copernicana per il consenso elettorale, in quanto eliminerebbe quei rischi di sacche di connivenza in cui si annida, a volte, il malcostume della politica. Nella sostanza, con l’opzione mercato, si otterrebbero due vantaggi: da un lato si assicurerebbero migliori opere e servizi ai cittadini, dall’altro si eviterebbe quel pericolo di consociativismo che tanti danni ha prodotto, anche alle nostre latitudini. Come conseguenza di ciò, anche le competizioni elettorali sarebbero basate su programmi e non su meccanismi nocivi e distorsivi frutto di personalismi di diversa natura. Ed è questo che interessa ai cittadini, nulla più. |
PUBBLICATO 04/02/2026 | © Riproduzione Riservata

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