OPINIONE Letto 764  |    Stampa articolo

Dal segno dell'offesa al segno della cura: il Liceo Scientifico ricuce le ferite con la bellezza

Foto © Acri In Rete
Maria Teresa Luzzi
condividi su Facebook


Entrare al Liceo Scientifico di Acri, il 27 maggio, è stato come assistere a una scuola che si fa comunità viva. Un evento nato da un titolo che è già un programma: “Dal segno dell’offesa al segno della cura”. Una rotta chiara, sostenuta dalla dirigente Franca Tortorella e promossa con passione dal professore di disegno e storia dell’arte Franco Ranaldi, ideatore e coordinatore del progetto. Non si tratta di buonismo: la cura, qui, è responsabilità, competenza, gesto concreto che tiene insieme testa e cuore.
Il cuore simbolico della giornata è il “Banco di C.”: un banco ferito da scritte offensive che si è rifiutato di restare muto. Gli studenti lo hanno trasformato in un’opera corale, dipingendolo in ogni sua parte e ricomponendolo per rendere visibili, in un solo sguardo, ferita e rinascita. Collocato su una pedana nell’atrio come un piccolo monumento civile, oggi ricorda a tutti che quando il rispetto viene meno si incrina l’equilibrio di un luogo, ma che con impegno comune quell’equilibrio può tornare più forte. La metamorfosi porta echi di maestri studiati in classe — la forza di Frida Kahlo, l’energia di Warhol, la grazia di Botticelli, la precisione fiamminga — non come copie, ma come richiami alla bellezza che cura. Prezioso anche il contributo della collaboratrice Mirella Ferraro, che ha arricchito l’intervento sul banco.
A dare sostanza al progetto è stata la partecipazione larga e convinta di tutta la scuola. Hanno lavorato insieme le classi 1A, 1B, 1C, 2A, 2B, 2C, 3A, 3B, 3C, 4A, 4B, 4C, 5A, 5B e 5C: un arcobaleno di età, mani, idee. La mattinata si è intrecciata di linguaggi: il coro dell’istituto, coordinato dalla prof.ssa Elisabetta Adornetti, ha dato voce alla comunità; un video in forma di fumetto, creato dal team digitale di tre studenti di 3C Scienze Applicate e coordinato dalla prof.ssa di informatica Mariateresa Luzzi, ha raccontato l’accaduto con la leggerezza intelligente delle immagini. L’organizzazione dell’evento, ordinata e calorosa, ha visto la regia delle collaboratrici della dirigente, le prof.sse Simona Arcuri e Francesca Ferraro, incorniciando una partecipazione davvero corale.
Dentro questa trama, parole e segni hanno trovato un’armonia rara. La dirigente ha richiamato la missione educativa: l’offesa de-umanizza e separa; la cura ricompone, responsabilizza, costruisce cittadinanza. I rappresentanti d’istituto hanno ricordato che l’arte, ad Acri, non è decorazione ma presenza viva nei corridoi: opere e installazioni che, specie dopo gli anni della pandemia, hanno riattivato sguardi, emozioni, relazioni. Simbolo luminoso, all’ingresso, l’“Albero della Conoscenza” di Silvio Vigliaturo: radici nella memoria e rami tesi al futuro, perché la conoscenza è un cammino condiviso. E risuona, forte e non violenta, una frase che invita a reagire studiando: “Ragazzi, studiate, fottiamoli” — la cultura come risposta alla durezza del reale.
Nei testi letti durante l’evento, il rispetto emerge come fondamento della convivenza, quel legame profondo di cui ha parlato il Presidente Mattarella. Un’aula non è solo spazio fisico: è un pezzo di anima condivisa. La “paesologia” di Franco Arminio insegna che i luoghi si salvano se una comunità decide di averne cura, tornando ad abitarli con lo sguardo e con dolcezza. È ciò che è accaduto: gli studenti hanno scelto la presenza contro l’indifferenza, trasformando un’offesa in un gesto umano. La voce dei ragazzi è limpida: giudicare meno, capire di più; ascoltare senza interrompere; ricordarsi che dietro ogni sorriso c’è una storia. E la voce dei docenti consegna un’eredità chiara: la bellezza non è fragile né ornamentale, è un modo di stare al mondo; è la capacità di rispondere alla durezza senza diventare duri. L’articolo 9 della Costituzione — tutela di cultura e paesaggio — smette di essere citazione e diventa pratica quotidiana.
Alla fine, resta un’immagine che vale più di molte parole: un banco che da sfondo diventa protagonista; una ferita che non viene nascosta ma attraversata e ricomposta; una scuola che canta, disegna, programma, organizza; una comunità che sceglie la cura come mestiere civile. È questo il segno che il Liceo Scientifico di Acri lascia oggi nei suoi corridoi e, soprattutto, nelle coscienze: non spettatori delle offese, ma artigiani di bellezza e di bene, ogni giorno.

PUBBLICATO 01/06/2026 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 205  
Lettera aperta ad Acri: la salute non ha colore politico né orari d'ufficio
Cari amici, in questi giorni, portando avanti la battaglia per rendere il.... ...
Leggi tutto

I RACCONTI DI MANUEL  |  LETTO 389  
È estate
Dalle nostre parti, l'estate non è una semplice data del calendario, ma una percezione.... ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 1518  
Da Acri al successo: Antonella Castrovillari conquista il contest della Fiorentina nel Centenario viola
Antonella Castrovillari, acrese, 25 anni, vive a Firenze dove frequenta e sta per terminare quest'anno il suo percorso di studi come illustratrice presso la Scuola Internazionale di Comics. Nel mese ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 279  
''Quer pasticciaccio brutto de''... Acri
Quando lo scrittore Carlo Emilio Gadda parlò del “pasticciaccio brutto” non si riferiva solo all’intricato caso poliziesco di via Merulana, ma adoperava una metafora per descrivere il caos della realt ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 408  
Ospedali montani, quasi 13mila firme in Consiglio regionale: la LACA alla Regione, «Ora tocca a voi»
La Libera Associazione Cittadini Acresi (LACA) esprime grande soddisfazione per il traguardo raggiunto dal comitato civico "La Cura", di cui l'associazione fa parte, che lo scorso 14 luglio ha deposit ...
Leggi tutto