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Acritudine

Foto © Acri In Rete
Angelo Bianco
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Ho letto con crescente imbarazzo civico il comunicato della coalizione progressista di Acri (clicca qui, ndr).
È una miscellanea didattica della più scontata retorica politica, sino alla sua chiosa “…una nuova fase di ascolto, partecipazione progettazione…”, tanto da farti dubitare che, dopo dieci anni di amministrazione, non abbiano ancora capito quali siano le criticità di Acri o, ad usar parole loro, “i bisogni dei cittadini”.
La mia Acritudine è presa in giro ma c’è un passaggio che offende anche la mia ragione ed è quando la coalizione dice di ispirare la propria azione ad un altro totem maximo di retorica, l’inclusività, e promette:
prima il programma, poi il candidato!
Conosco poche realtà politiche ma quella di Acri ha un connotato specifico, improntante: è un feudo politico.
Il re è il sindaco, tutti gli altri gli fanno da corte silenziosa e plaudente e il motto è “non si muove foglia che Capalbo non voglia”, e chi dice il contrario è cieco, sordo e sarebbe meglio che, adesso, se davvero lo ha detto, tornasse ad essere anche muto e coerente nella sua ipocrisia.
Ammiro chi si sta spendendo per promuovere l’attenzione civica, in ordine alla necessità di avviare un processo di cambiamento della classe dirigente ma ho paura che, anche, così, potrà essere facile ricadere nella retorica.
Ad ogni approssimazione di una tornata elettorale, tutti promettono tutto e in ogni manifesto il pensiero comune è “metteremo Acri al centro di tutto” ma l’enfasi, quando è smisurata, può farti dubitare che prima, questo nostro paese, sia stato relegato chissà in quale periferia del nostro interesse, così, allora, da ammettere la nostra correità allo stato fallimentare delle cose.
L’augurio, la speranza, l’illusione è che alle prossime elezioni politiche scorra nuova linfa civica, disinteresse alla poltrona, capace di resettare l’azione di chi non ha mantenuto fede alle promesse di una rinascita della nostra comunità, senza più concedergli un’altra chance e, soprattutto, ammalata di Acritudine, orgogliosa di difenderne il valore morale da chi lo vuole prendere in giro, il nostro paese ha “bisogno” di serietà.

PUBBLICATO 19/06/2026 | © Riproduzione Riservata



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