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La coerenza è comportarsi come si è, e non come si è deciso di essere

Foto © Acri In Rete
Marcello Perri
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Il titolo di questo mio scritto credo basti per capire il perchè mi ritrovo ad esprimere il mio pensiero su questo particolare momento politico che sta interessando la mia cittadina.
Ormai la campagna elettorale è partita, cene segrete, incontri, promesse, liste da creare. Nel frattempo il sindaco, colui che come il migliore dei burattinai muove i suoi burattini sta pianifacando le prossime mosse politiche. L’obiettivo è chiaro: sedere tra i banchi del consiglio regionale.
Il suo lavoro, per i meno attenti, inizia da lontano, mi viene in mente il nome dell’avvocato Sergio Algieri, che a differenza di altri, però, ha dato valore alla parola coerenza.
Col passare del tempo tutti quelli che ad un certo punto hanno manifestato pensiero critico e dissacordo sono diventati un problema e, di conseguenza, sono stati gentilmente accompagnati “verso l’uscita” o si sono fatti da parte autonomamente. E’ risaputo: il sindaco non ama il contraddittorio, preferisce gli “yes man”!
Poi invece c’è chi della parola coerenza non ne conosce nemmeno il significato e sicuramente non ne ha fatto una ragione di vita. La voce circolava da tempo, ma personalmente non ho mai voluto crederci.
Ma dopo la foto di rito, i sorrisi e le strette di mano, mi sono arreso. Ho capito che le querele e gli “scontri politici” erano ormai un lontano ricordo.
Ho sempre seguito con interesse la vita politica del mio paese, ed ho sempre immaginato che ci fosse qualcuno pronto a battersi per le cose giuste, per gli interessi dei cittadini, ma mi sbagliavo.
Negli ultimi anni questo mio sentimento è stato completamente distrutto da gente che della politica ne ha fatto un altro uso, che ha messo davanti ad ogni cosa altri interessi, basta guardare com’è ridotta la nostra cittadina. Basta analizzare il percorso politico in consiglio comunale dell’ex candidato a sindaco Cofone: ha predicato bene ma ha razzolato malissimo. L’ingresso tra le fila della maggioranza è la ciliegina sulla torta.
La giusta moneta per ripagare la fiducia di 1232 elettori. Ma la riconoscenza ed il rispetto sono valori ormai sconosciuti. Senza vergogna insomma. E se loro non provano un briciolo di vergogna e non si pongono alcuna domanda, e’ il cittadino che deve farlo, perché non si può più sbagliare. Non possiamo permetterci di continuare ad essere disinteressati. Acri non merita questi giochi di basso livello politico, non merita politicanti pronti a vendersi al migliore offerente.
Acri merita chi ha a cuore il bene della comunità. Acri merita chi ha come unico interesse l’amore per le ricchezze della nostra cittadina.
Acri merita tanto, loro no.

PUBBLICATO 29/06/2026 | © Riproduzione Riservata



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