I liceali ricordano Adele Giannone ed auspicano un pubblica riconoscimento
Roberto Saporito
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Ricordare ma soprattutto valorizzare la figura di Adele Giannone. Lo hanno fatto gli studenti del liceo scientifico e classico nel corso di un contro con Angelo Vaccaro, docente di scuole medie inferiori nonché ambientalista ed esponente dell’Associazione Acri Antica Pandosia. Una storia ed una donna troppo spesso sottovalutate e dimenticate, è stato detto, che invece meriterebbe attenzione.
Adele Giannone, nasce nel 1888 da una famiglia fra le più nobili dell'800, quella appunto dei Giannone, viene mandata a studiare, appena fanciulla, presso un istituto religioso nel napoletano. Tornata ad Acri, nel 1907, sposò Gennaro Salvidio da cui ebbe ben dieci figli. Ma il suo futuro non era destinato ad essere quello di una semplice madre e moglie, Adele era destinata a scrivere la storia. Infatti, convinse lo zio e il padre, il conte Giannone, a trasformare il mulino della famiglia, posto lungo il fiume Mucone, in una centrale elettrica. Adele voleva quindi portare ad Acri quel progresso che aveva già conosciuto a Napoli, ovvero la luce. Sicchè nel 1913 le case acresi potevano finalmente godere di un'illuminazione artificiale. Oltre che per questo grandioso passo in avanti che Adele ha permesso di compiere al paese, la suddetta va ricordata per un'altra importante iniziativa: grazie a lei venne fondato infatti il cosiddetto Ente Giannone, che, cosa rivoluzionaria per quei tempi, si poneva come obiettivo l'accoglienza di giovani donne sfortunate e bambini orfani. “Invitaimo, dicono gli studenti, le istituzioni, il Comune, la Provincia e la Regione a valorizzare la figura di Adele Giannone, magari anche attraverso l’intitolazione di una via o di un piazza.” |
PUBBLICATO 08/03/2016 | © Riproduzione Riservata

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