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Il buio ad " Altopascio"

Foto © Acri In Rete
Franca Ferraro
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Ho apprezzato molto l'articolo di Vincenzo Rizzuto che ha segnalato all'attenzione pubblica lo scempio fatto mettendo le sbarre alle finestre del liceo classico che ha assunto la veste di un carcere. Ne condivido in pieno il contenuto e mi associo alla sua sofferta denuncia.
Io pongo alcuni interrogativi a cui vorrei tanto venisse data una chiara risposta:
1. chi ha partorito questa idea;
2. per quali finalità;
3. in quale scuola al mondo esistono le sbarre alle finestre? Quelle sbarre umiliano la nostra coscienza democratica, perchè rimandano ad una visione della scuola come luogo di oppressione, di dominio, di ottuso potere, mentre una scuola che assolve alla nobile funzione cui è chiamata è un luogo di accoglienza, aperto al mondo,una palestra in cui si apprende l'esercizio alla libertà.

Colpiscono il nostro occhio e la nostra mente e, oltre a ledere fortemente la visione di una scuola moderna, fanno toccare, quasi fisicamente, l'incuria con cui viene trattato il territorio in tutte le sue componenti , non solo sotto l'aspetto funzionale, ma anche in quello estetico, stravolgendone e mortificandone spesso l'immagine. A riguardo si pensi all'orrendo passamano posto sulla gradinata di San Francesco, che grida vendetta e che si spera, venga saggiamente rimosso nel futuro, recuperando almeno un pò la veste originaria di uno dei luoghi più belli di Acri.
"Nessuno ulula come lupo mannaro ad Altopascio", sostiene Vincenzo Rizzuto, lo sottolineo e mi associo al suo accorato invito alla partecipazione, aggiungendo che non si può stare sempre e solo "a guardare", dimenticando che, nella misura in cui si assiste indifferenti a tutto quello che ci accade attorno, si diventa corresponsabili delle scelte fatte da altri.

PUBBLICATO 20/09/2016 | © Riproduzione Riservata



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