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A proposito di elezioni comunali

Foto © Acri In Rete
Leonardo Marra
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Avevo preparato un bel pistolotto relativo ai nostrani “Scillipoti” o se preferite agli “Arturo Brachetti” della nostra politica paesana. Ma mi sono accorto che trasudava troppa rabbia ed era lontano dal mio modo di criticare gli avvenimenti. E’ vero, ce l’ho con chi, senza alcun pudore e per mera convenienza personale, riesce a cambiare casacca ad ogni tornata elettorale, ma nel contempo confido sempre che nella nostra ingenuità possa, finalmente, trovare spazio un briciolo di furbizia o di prudenza se volete, in modo da relegare questi trasformisti della politica al ruolo marginale che gli compete.
Il consiglio comunale è un luogo decisionale dove solo i più capaci e possessori di onestà intellettuale meriterebbero di sedere.
Ecco, ho riassunto in maniera pacata quello che, in 350 pagine, avevo esposto su ciò che penso di questi “tromboni della politica”.
Per fortuna esistono anche candidati/candidate di diversa foggia e sostanza. Persone che pur inserite in liste vicine a partiti tradizionali, sono lontane anni luce dagli intrallazzi e dall’arroganza, persone pulite, schiette, sobrie ed assennate (ebbene sì, ce n’è ancora qualcuna) che non hanno fatto della politica lo scopo principale della loro vita e che vivono la candidatura come un momento di sacrificio personale e familiare sì, ma anche come possibilità di mettersi al servizio dei cittadini per dedicarsi a questa comunità e cercare di risollevarne le sorti.
Con il nostro voto abbiamo la possibilità di cambiare lo stato di fatto. Nessuno di noi possiede capacità taumaturgiche quindi diffidiamo di coloro che promettono mari e monti; di questi tempi sarebbe già un traguardo ottenere delle colline vagamente ubertose.
Un’ultima (ma non ultima) considerazione… ho sempre pensato che, chi ha a cuore il bene della propria città, debba cominciare col dimostrarlo dai piccoli/grandi gesti quotidiani. Quando inizierà la campagna elettorale, si ripresenterà il rito dei manifesti affissi dappertutto. Ad ogni tornata assistiamo, impotenti, alla deturpazione di ogni luogo, persino dei cassonetti della spazzatura (che idiozia… come dire che quello è il legittimo posto dove riporre il candidato). Per fortuna i cassonetti non ci sono più ma, dato che il gesto di affiggere fuori dai luoghi deputati denota inciviltà, oltre che mancanza di rispetto verso la città stessa ed i suoi abitanti, invito tutti noi a non votare quei candidati che scambieranno i muri delle nostre case per bacheche elettorali, arrogandosi il diritto di poter compiere qualunque atto incivile solo perché indossano (momentaneamente) il mantello della politica, riversando, ovviamente, i costi per la successiva pulizia (se mai verrà fatta) sulle tasse che paghiamo noi cittadini.
NON VOTIAMO CHI DETURPA LA NOSTRA CITTA’ !!!

PUBBLICATO 24/04/2017 | © Riproduzione Riservata



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