News Letto 1969  |    Stampa articolo

Dopo vent'anni l'ESAC decide di vendere il salumificio

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
In pochi lo sanno ma un pezzo storico della valida produttività alimentare acrese sta per scomparire. E per sempre. Si tratta del salumificio di via Seggio.
E’ di qualche giorno fa la notizia che l’Arssa, ex Esac ed Opera Sila, ha deciso, probabilmente per rimpinguare le proprie casse, di vendere le strutture al miglior offerente attraverso un’ asta pubblica.
Sparisce così una struttura che per dieci ininterrotti anni ha rappresentato l’ orgoglio di una città lavoratrice, produttrice e divulgatrice di salumi.
L’asta pubblica, che si terrà nelle sede regionale dell’Arssa, è fissata per martedì prossimo. Si partirà da un prezzo di un milione e quattrocentomila euro circa. Non è spiegato se, chi si aggiudicherà l’ampia struttura, sarà costretto a farla funzionare come salumificio o meno ma si ha l’ impressione che difficilmente sulle tavole degli acresi, e non solo, vedremo nuovamente i prodotti con il marchio “Salumificio Acri”.
La struttura si erge su duemila metri quadri ed è costituita da due piani. Il primo era riservato alla stagionatura dei salumi in genere, il secondo era solo per i prosciutti. Sono presenti, inoltre, gli stabili che erano adibiti ad uffici e aa appartamenti per custodi, impiegati ed operai, officina e magazzini. Il salumificio era entrato in funzione a metà degli anni ’70 e cessò l’attività nel 1987 sotto la presidenza di Francesco Longo. Quindi seguirono tre anni di inattività in cui i circa cinquanta lavoratori furono costretti a stare inoperosi prima di essere trasferiti altrove. I mezzi con a bordo salsicce, prosciutti, sopressate e capicollo, molto apprezzati perché ottimi e ben curati, viaggiavano alla volta di ogni angolo della regione e di alcuni centri della vicina Basilicata. La chiusura definitiva, avvenuta nel 1990, creò polemiche e scalpore. Inspiegabilmente un’altra struttura che produceva e funzionava fu costretta a chiudere i battenti nonostante rimostranze e lotte.
Sotto accusa alcuni privati impegnati nel medesimo settore che sostenuti da uomini politici che contavano, vedevano nel salumificio acrese un grande ostacolo per la propria attività. Ma anche alcune forze politiche all’epoca si dimostrarono poco incisive per la salvaguardia della struttura, dei posti di lavoro e per lo sviluppo socio – economico di una paese interno. La città di Acri si vedeva privata di una valida piccola azienda.
Quella di martedì prossimo è solo l’ultimo atto di una morte annunciata da venti anni.

PUBBLICATO 12/12/2006

© Riproduzione Riservata  E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di sue foto (© Acri In Rete) presenti in esso.

Ultime Notizie

Comunicato Stampa  |  LETTO 2094  
Comunicato Stampa Udeur.
Un Partito, quello dei Popolari Udeur, che è all'interno dell'Unione in particolare per l'attuazione del programma di governo, ed il suo ruolo e quello di recepire le molteplici istanze che arrivano ...
Leggi tutto

News  |  LETTO 2533  
3 Gennaio: omaggio a Giorgio Gaber.
Il 3 gennaio prossimo, a quattro anni dalla sua morte, Acri organizza un tributo a Giorgio Gaber.
Leggi tutto

Comunicato Stampa  |  LETTO 2075  
SS660, la Conferenza dei Servizi approva il progetto.
Il nuovo tracciato permetterà anche di rimuovere la spada di Damocle di una eventuale chiusura dell'arteria dovuta al peggioramento delle condizioni idrogeologiche della zona interessata dalla frana ...
Leggi tutto

Comunicato Stampa  |  LETTO 2000  
L’udc ha perso l’ultima occasione!
La verità è che chi si vede portar via il piatto da sotto il naso, se non ha forte spirito collettivo, si lascia facilmente andare al tanto peggio tanto meglio! Questo hanno deciso i consiglieri UDC ...
Leggi tutto

Foto Notizia  |  LETTO 2403  
Concerto di Natale.
Una piccola carrelata di foto del Concerto di Natale, tenutosi, a cura dell'Associazione Culturale Coro Polifonico San Giuseppe, nella Basilica del Beato Angelo il 25 dicembre.
Leggi tutto