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Consiglio comunale.

Piero Cirino
Foto © Acri In Rete
Si è tenuta ieri sera una riunione del consiglio comunale, convocata in mattinata dal presidente Giacomo Cozzolino, in seduta straordinaria e d'urgenza.
All'ordine del giorno un solo punto: Debito per contributi previdenziali Inps periodo 2002/2004. Adesione alla ristrutturazione del debito. Costituzione ipoteca legale su immobili comunali per perfezionamento fideiussione bancaria Banco di Credito Cooperativo Mediocrati.
La convocazione improvvisa e urgente delle assise comunali si è resa necessaria poiché, per portare a compimento una operazione finanziaria, era ineludibile l'approvazione del consiglio.
In pratica, il Comune ha raccolto l'opportunità offerta dall'Inps di poter ristrutturare il suo debito nei confronti dell'istituto di previdenza, riconducibile in larga parte agli anni che vanno dal 2002 al 2004.
Delle varie forme possibili, la scelta è ricaduta su quella che prevede il versamento di quaranta rate a saldo del debito.
Per potervi accedere tuttavia c'è bisogno di una polizza fideiussoria, e quindi di una ipoteca su un immobile di proprietà del Comune, individuato nella "Sala Polivalente" di piazza "Principessa di Piemonte".
In sostanza, è il cinema che permette di aderire a questa forma agevolata per poter ripianare il debito nei confronti dell'Inps.
Naturalmente la misura è passata all'unanimità, con una piena adesione di merito e con qualche distinguo sulla forma.
Insomma, pur dando la propria approvazione, ognuno se l'è giocata politicamente.
In particolare, le opposizioni hanno urbanamente sollevato qualche protesta circa il fatto che il debito fosse riconducibile solo agli anni in cui al governo era il centro - destra.
E' vero, dicono le opposizioni, che gran parte del debito risale a questi tre anni, ma, sia pure in forme largamente minori, andrebbe spalmato su dieci anni, cioè dal 1994 al 2004.
Un'ultima polemica, se così la si può definire, è stata fatta nei confronti della banca, che ha preteso dal Comune una fideiussione, pur essendo un ente pubblico e non privato cittadino.
In realtà l'istituto di credito ha fatto ciò che una banca fa di solito: tutelarsi.

PUBBLICATO 07/03/2008

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