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Le “bizzarrie” del segretario del PD.

Gli autori delle dieci bugie
Foto © Acri In Rete
"L'uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono". Il pensiero di Parmenide appare più che mai attuale, bisognerebbe integrarlo, però, con una piccola aggiunta, cioè che spesso, troppo spesso , non è misura di se stesso.
Apprendiamo dalla nota del sig.r Pino Capalbo che l'unico legittimato ad esprimere il pensiero del PD sarebbe lui e che dieci dirigenti,che si riuniscono e decidono di elaborare un comunicato di risposta, con il doveroso coinvolgimento dello stesso segretario, non rappresenterebbero il pensiero del PD. Forse si confonde il PD con il PDL: quella "L" , come è noto, sta a rappresentare il pensiero unico, dove uno solo è abilitato a pensare e gli altri si accodano. Che piaccia o meno il PD è fatto di esseri pensanti, che non ci stanno a mistificare la realtà, meno che mai a prendere del bugiardo da parte di chi non ha certo titoli per pontificare. A proposito di bugie, si ribadisce quanto accaduto nella giornata di giovedì 12 dicembre, cioè che un gruppo di dirigenti decide di elaborare l'articolo di risposta e, correttamente, raggiunge telefonicamente il segretario. Sempre a proposito di bugie, è d'obbligo precisare che lo stesso veniva raggiunto a casa sua e non fuori sede. Lo stesso Pino Capalbo si dichiara d'accordo sulla opportunità di una risposta al sig.r Cirino, rimarcando un'unica preoccupazione, cioè di evitare di esporre lui e il partito a querela da parte dello stesso Cirino. In questo senso è vero che gli sono state date ampie garanzie e si sfida chiunque a trovare nell'articolo suddetto una sola frase o parola fuori le righe o comunque lesiva o diffamatoria.
Concludendo, il sig.r Pino Capalbo ha tutto il diritto di cambiare idea. È legittimo. Non ha, invece, il diritto (men che meno gli deriva dal suo ruolo) di trovare motivazioni risibili al suo gesto, imbastendole con argomenti mistificatori. Facciamo qui punto condividendo con il sig.r Pino Capalbo la scarsa attitudine alle polemiche sterili.
In quanto al burattinaio, gli ricordiamo che sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Continuare a far finta di essere giornalista per colpire a destra e manca è a dir poco vergognoso. Quando si attacca bisognerebbe avere il coraggio di scendere nell'arena e difendersi, se se ne è capaci, mentre si preferisce correre dalla mamma per chiedere protezione nel momento in cui qualcuno legittimamente si difende.

PUBBLICATO 13/12/2009

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