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Ginecologia verso la chiusura.

Piero Cirino
Foto © Acri In Rete
Dire che da oggi chiude il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale cittadino non è formalmente corretto, ma nella pratica poco ci manca.
A infliggere l'ennesimo duro colpo alle prestazioni di un reparto che i numeri hanno promosso come eccellente è stata la delibera n. 1798 del 23 giugno scorso, firmata dal commissario straordinario dell'Asp di Cosenza, Dott. Gianfranco Scarpelli.
A far data da oggi, con questo atto viene ufficialmente riorganizzata l'unità operativa di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale "Beato Angelo".
Sulla base di queste nuove disposizioni, si effettuerà "Day Surgery ginecologico, ivi comprese le Ivg (interruzioni volontarie di gravidanza), con personale non obiettore, anche proveniente da altre strutture dell'Asp; ambulatorio ginecologico; ambulatorio ostetrico per il monitoraggio della gravidanza; prestazioni di chirurgia ginecologica per le quali sono previsti quattro posti letto in regime di degenza ordinaria e due posti letto in regime di day hospital" (prima l'intero reparto, con Ostetricia, arrivava a quindici posti più uno).
Per tutto questo, saranno disponibili un direttore dell'unità operativa, tre ginecologi e due ostetriche.
In seguito a questa riorganizzazione, il personale in esubero da oggi viene spostato altrove. All'indomani della chiusura del punto nascita, avvenuta lo scorso 1 maggio, il presidente Scopelliti, che è anche commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, si affrettò ad assicurare che i parti in emergenza sarebbero stati garantiti. E finora così in effetti è stato.
Per partorire occorre tuttavia che vi sia un'équipe che preveda anche figure come puericultrice e pediatra, oltre al nido. Di tutto ciò nell'ultima riorganizzazione non c'è traccia. Ne deriva che da oggi ad Acri non si potrà partorire, senza se e senza ma.
Il sindaco Gino Trematerra ancora il giorno prima della chiusura del punto nascita ostentava una olimpica tranquillità, risultata perniciosa per la comunità perché contagiosa. Il primo cittadino ha sempre tranquillizzato tutti, dicendo che non sarebbe stato ricordato come il sindaco che ha fatto chiudere il punto nascita.
Il punto nascita è chiuso e nessuno ha presentato a Trematerra il conto politico, tantomeno le opposizioni che non hanno nemmeno fatto finta di chiedere formalmente le dimissioni. In questa vicenda, simile a molte altre nelle quali comunque le realtà locali non hanno lesinato sforzi ed energie per difendere i servizi sanitari esistenti, l'assessore regionale Michele Trematerra ha brillato per un'assordante afonia. Così come non si è mai udita la voce dei due consiglieri provinciali Michele Fusaro e Raffaele De Vincenti.
Ora il reparto ha subito l'ennesimo ridimensionamento e sembra che da queste parti non interessi a nessuno. Ieri i corridoi e le stanze erano vuoti, restituendo un'immagine significativa di un declino considerato dalla comunità inspiegabilmente inevitabile.



Fonte: "Il Quotidiano della Calabria" del 01-07-2011.

PUBBLICATO 02/07/2011

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