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Cose vere ed altre… supposte.

Franco Bifano
Foto © Acri In Rete
Complice la stagione estiva, questa pesante manovra finanziaria ci sta  scivolando addosso, quasi come se i suoi effetti non ci riguardassero. Non è così e lo scopriremo, finite le ferie, a settembre. Intanto proviamo a ricordare attraverso quale  percorso e siamo arrivati ad una manovra di almeno 50 miliardi, partendo dal mese di aprile quando ancora (il Profeta) Tremonti  dichiarava: “Non abbiamo nessuna emergenza o urgenza, chi ha una visione della necessità di un intervento sul 2011 ha una visione lievemente pessimistica”. Quindi, fino ad aprile, non vi era nessuna manovra in vista. Già, perchéa  sentire lui e Berlusconi la crisi era un’invenzione e se mai fosse esistita bisognava considerarla alle  spalle (ricordate?). Invece a metà giugno (subito dopo la batosta del referendum) si dà il via ai  proclami. Il primo a partire in quarta è sempre lui il  Cavaliere “incontinente” che proprio non riesce a trattenersi e spara: “manovra economica e subito la riforma fiscale!  Abbasseremo le tasse! Tre sole aliquote”, anzi no, forse due. Cortigiani e maggiordomi ormai “accampati”  in Parlamento danno vita al solito  coro. Bravo!! Così, rilanceremo i consumi, daremo impulso all’economia!  Stanzieremo più risorse per le famiglie! Nientemeno? Tutta questa grazia in una manovra che non avrebbe dovuto neanche esserci? Qualche legittimo dubbio comincia a sorgere, anche perché la balla dell’abbassamento della tasse la sentiamo ormai da ben 17 anni, era il  1994 quando con quella faccia di bronzo spalmata di rimmel annunciava da un enorme manifesto  “un impegno concreto: meno tasse per tutti”.
Succede però che Tremonti  gela la maggioranza parlando  di  “rigore nei conti  e pareggio di bilancio”. Che tradotto  vuol dire che non ci sono più risorse da dilapidare. Accipicchia! E come si fa? Adesso chi lo dice al popolo padano?  Calderoli,  diventato più verde di un pisello surgelato, urla: “allora porteremo i Ministeri al Nord”. Alemanno, Sindaco di Roma, fa capire di ritenere queste affermazioni le solite cretinate leghiste. Approfittando della confusione, Berlusconi fa infilare nell’ultima parte della  Finanziaria una norma di tre righe  che gli eviterebbe di pagare, nella controversia per il Lodo Mondadori, una montagna di soldi a De Benedetti. Roba talmente truffaldina da far insorgere tutti. Persino alcuni dei “servi” più fedeli dichiarano di trovarla  inopportuna, viene quindi, sia pure a malincuore, ritirata offrendo l’ennesimo spettacolo squallido e desolante.
Oggi resta sullo sfondo una manovra  della quale è difficile decifrare i contorni e forse, al momento, capirne fino in fondo gli effetti. Qualche dato concreto emerge. Saranno colpite pesantemente le famiglie che  avranno meno detrazioni sui figli. Si pagheranno i ticket sulle ricette, ci saranno ancora tagli alla sanità e meno risorse per i comuni. Per una regione come la nostra sarà un disastro che, come al solito,  saremo chiamati a fronteggiare noi cittadini comuni. Mi chiedo fino a quando consentiremo  a questa banda di inetti  che siede in Parlamento di massacrare le nostre già poche  risorse per mantenere i loro (molti) privilegi. (Auto blu, scorte, viaggi gratis in prima classe  in aereo ed treno, in autostrada niente pedaggi, indennità per il dentista, la sauna, pensioni d’oro e vitalizi vari). Non hanno rinunciato a nulla, anzi speravano magari di ottenere qualcosa in più per  le loro esigenze che, ovviamente, sono esigenze vere.
Il grande Totò  avrebbe detto:  esistono le  esigenze vere e le esigenze supposte. Se concediamo a loro  le esigenze  vere,  le supposte, quelle… dove le mettiamo?

PUBBLICATO 31/07/2011

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