COMUNICATO STAMPA Letto 899  |    Stampa articolo

''Quer pasticciaccio brutto de''... Acri

Foto © Acri In Rete
Popolo Unito aps - Comitato territoriale NAPA
Quando lo scrittore Carlo Emilio Gadda parlò del “pasticciaccio brutto” non si riferiva solo all’intricato caso poliziesco di via Merulana, ma adoperava una metafora per descrivere il caos della realtà storica del suo tempo. In quegli anni, il mondo era dominato dall’irrazionalità e da una fitta rete di cause e di effetti che travolgevano anche le persone più umili ed ignare. Oggi come allora — nella Roma fascista di Gadda come nella nostra Sila Greca — nessun delitto, nessun evento o spostamento di consenso ha un solo colpevole o una sola motivazione. È sempre il frutto di una combinazione di fattori psicologici, sociali ed economici.
L’Italia è ancora da salvare? è l’appello di Italia Nostra aps per difendere paesaggi, centri storici e patrimonio artistico. Ma c’è anche una moralità da salvare senza la quale non si può preservare il resto. A questo appello risposero in molti, ma non tutti furono davvero preoccupati per le sorti di un’Italia che non è ancora Nostra. Alcuni pensarono di potersene impossessare sfruttando un vento che sembra troppo debole per giustificare investimenti devastanti e distruttivi per l’ecosistema rendendo, così, la natura monetizzabile.
Ecco allora che molti cittadini di Acri iniziarono ad organizzarsi per fermare quel primo pasticciaccio sulle Serre e, con grande soddisfazione, uno dei delitti venne scongiurato. Ma il male non si arrese. Aspettò qualche mese e tornò ancora più agguerrito e risoluto. Cercò alleati tra la popolazione, usando menzogne e congiure, pronto a mettere in atto un nuovo piano. Si insinuò subdolamente nel tessuto sano della comunità, sua prerogativa, seminò discordia e risvegliò zombie dormienti. Il suo scopo era ed è anche oggi governare le menti deboli. Promette loro una comoda esistenza su un divano e con il fido telecomando nella mano destra. Non chiede impegno civile o morale, ma solo obbedienza in cambio di un piatto di lenticchie amaro.
Dalla montagna, i seminatori di odio decisero di consultare il piccolo diavolo che vive nella grande città a valle. Tra un caffè in piazza ed un pranzo a base di carne cruda, i mostri sottoscrissero il piano: dichiarare infame la “cricca abusiva” costituita e metterla alla gogna. Hanno la pretesa di avere il potere e la forza persuasiva perché sanno di poter contare sull’ascolto del grande diavolo. Hanno capito che, per raccogliere le briciole cadute dal tavolo dei potenti, basta dichiararsi obbedienti a loro volta.
Hanno costruito una nuova casa e invitano "…i cittadini che hanno a cuore le sorti della città e del suo territorio a partecipare alle attività associative, contribuendo con idee, competenze e impegno alla costruzione di una comunità attenta alla salvaguardia e alla valorizzazione delle proprie ricchezze ambientali e culturali…". Belle parole. Ma dov’erano, ieri, questi nuovi adepti che ora giurano fratellanza, libertà e abnegazione per il paesaggio? Non sarà che vogliono solo costruire un trampolino di lancio per le prossime elezioni comunali?  Piccoli uomini e piccole donne crescono all’ombra di un albero già abbattuto: quello della dignità, la loro, perduta per sempre.

PUBBLICATO 18/07/2026





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