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Progetto legalità. L’I.C. “Padula” intervista Paride Leporace sugli anni di piombo


Foto © Acri In Rete



Il primo ospite, in remoto, nell’ambito del Progetto sulla legalità, “La giustizia adotta una scuola”, avviato qualche settimana fa dall’I.C. “Padula”, è stato Paride Leporace.
Giornalista e scrittore, calabrese di Cerisano, Leporace è stato incalzato, per quasi due ore, dalle domande degli studenti, della dirigente Sansosti, dei docenti e di Roberto Saporito, direttore responsabile di Acri in rete nonché esperto esterno del Progetto Pon “Young business game”.
Come al solito Leporace non si è smentito neanche questa volta; competente, ammaliante, preciso.
Non solo ha risposto alle domande sugli anni di piombo in Calabria ma ha fornito utili elementi di discussione ad un periodo, quello degli anni ’70 e ’80, caratterizzato da morti e attentati.
Tantissimi i riferimenti ma anche gli aneddoti. Prima, però, Leporace ha spiegato cosa lo ha spinto a diventare giornalista o meglio, come ama definirsi, cronista di strada.
Ha lavorato in molti giornali calabresi e attualmente collabora con La Gazzetta del sud.
Quindi gli approfondimenti sulla rivolta di Reggio Calabria, avvenuta subito dopo la proclamazione di Catanzaro come capoluogo di regione e sul deragliamento del treno Siracusa-Torino, meglio conosciuto come la strage di Gioia Tauro, che provocò la morte di sei persone, con il ruolo importante di militanti di estrema destra e quello dei partiti. Riflettori anche sul misterioso incidente che causò la morte di cinque ragazzi anarchici, Gianni Aricò, Annelise Borth, Angelo Casile, Franco Scordo, Luigi Lo Celso, diretti a Roma.
Accenni anche al libro di Eugenio Occorsio, figlio del magistrato ucciso nel 1976, Vittorio Occorsio, dal titolo “Non dimenticare, non odiare” che gli studenti stanno leggendo e analizzando e sulla strage di piazza Fontana. Eppoi i richiami ai vari Concutelli, Piperno, Delle Chiaie, Alasia.
Leporace ha elogiato l’iniziativa dell’I.C. Padula “che ha il coraggio di affrontare tematiche forti e difficili” ed ha invitato a ricercare la verità dei fatti attraverso la lettura dei libri e la consultazione di fonti accreditate.
Infine, un cenno sul suo ultimo lavoro letterario, “Cosangles”, undici racconti della Cosenza degli anni ’70-’80. Gli incontri proseguono, purtroppo sempre in remoto, con magistrati, scrittori e giornalisti.
Hanno portato i saluti anche Maria Giovanna De Marco, giudice del tribunale di Cosenza ed il sostituto procuratore, Margherita Saccà, che insieme al sostituto procuratore Veronica Calcagno, hanno “adottato” l’I.C. “Padula”.
L’obiettivo del Progetto e di questi incontri è quello di sensibilizzare i giovani studenti nei confronti di vicende che hanno segnato la nostra regione ed ai più sconosciute.

PUBBLICATO 23/03/2021  |  © Riproduzione Riservata




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