OPINIONE Letto 3081

Lo sgretolarsi della civilta’


Foto © Acri In Rete



Il virus è la causa che ha fatto emergere quanto sia decadente il nostro secolo. Anni di presunta civiltà sgretolati, ridotti in polvere negli ultimi mesi.
La gente è ancora più cattiva e diffidente nei confronti dell’altro, i furbi sono sempre gli stessi, i politici non hanno capacità morali e intellettuali per fronteggiare questa emergenza, i medici hanno tolto la maschera e si è potuto constatare con mano chi ha scelto questa professione per vocazione (attenendosi al giuramento di Ippocrate) e chi lo ha fatto per soldi e prestigio.
La “social catena” leopardiana ancora una volta è stata spezzata ed una vergognosa realtà è quella che si prospetta.
La morte è alle porte della città ma si ha ancora la forza di pensare al potere, ai soldi, alla cattiveria. Si cerca la notizia, si monetizza sulle disgrazie altrui come se non ci riguardassero.
Il lavoro è rimasto solo a chi ha a che fare con la sanità, i farmaci e alle grandi catene alimentari.
La libertà è un’utopia, l’istruzione (già fallimentare tenendo conto delle grosse difficoltà della popolazione nel leggere e nello scrivere) è quasi inesistente, lo Stato sembra abbracciare velate linee dittatoriali, un regime totalitarista con minacce a discapito dei cittadini già vessati finanziariamente. Tuttavia, ogni mese le tasse arrivano puntualmente e con un notevole rincaro, la disoccupazione e il fallimento delle attività sono all’ordine del giorno.
Non si parla di aiuti concreti o di una cura, solo di vaccini. Vaccini sperimentali con alla base un giro esorbitante di soldi.
I NO-VAX sono tutti pazzi ed incivili che meritano di essere esclusi dal mondo.
Si è perso “il beneficio del dubbio” esiste solo “la verità” assoluta, quella del potere, bombardata continuamente dai mezzi di comunicazione alle menti di tutti noi.
Siamo vittime di un lavaggio del cervello continuo che per chi non è abituato a pensare ha degli esiti veramente devastanti.
Per pochi fortunati c’è ancora la possibilità di condividere sui social quantità esorbitanti di cibo, una mancanza di rispetto per tutti coloro che non possono permetterselo ma una scelta comunque comprensibile, dato che è rimasto ben poco della gioia della vita: mangiare, accoppiarsi e proliferare.
Siamo animali da liberare nel pascolo e che obbediscono al richiamo del pastore, ci stanno applicando un marchio di appartenenza, siamo tutti sacrificabili.
Animali da allevamento che consumano cibo, si abbonano a piattaforme streaming, pagano tasse e si ammazzano l’uno con l’altro per sciocchezze.
Tutto questo caos, miei cari signori, è un male da attribuirsi ad un male ben peggiore del virus, più antico e mai del tutto debellato: l’ignoranza.

PUBBLICATO 08/04/2021  |  © Riproduzione Riservata




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