OPINIONE Letto 941

Al Movimento Cinque Stelle urge un sussulto di coraggio


Foto © Acri In Rete



La situazione di stallo e di sbandamento, che si è venuta a creare nel Movimento dei Cinque Stelle, rischia di farlo scomparire come è avvenuto per altri movimenti come quello, per fare un esempio, di Giannini, che nel dicembre del 1944 diede inizio al Fronte dell’Uomo Qualunque, destinato a sopravvivere qualche anno. Sia Grillo che Giannini provengono dal variegato mondo dell’arte, anche se il movimento di Grillo, rispetto a quello di Giannini, ha dato prova di ben altro spessore e tenuta nel tempo, visto che è riuscito ad esprimere larga capacità di inserimento e manovra  nell’ambito delle istituzioni sia locali che nazionali. A livello locale ha conquistato il governo in città come Roma e Torino; a livello nazionale è riuscito ad essere forza determinante nella formazione di vari governi, in seno ai quali ha determinato il varo di riforme importanti, come la riduzione dei parlamentari, l’abolizione dei vitalizi, l’approvazione del Reddito di Cittadinanza per 9 milioni di persone, la destinazione di 11 miliardi contro il dissesto idrogeologico, un rilancio della politica ecologica con lo stop ad ulteriori trivellazioni marine e terrestri.
A fronte di queste importanti scelte fortemente popolari, il Movimento si è inceppato e non è stato in grado di mantenere le sue promesse, contraddicendosi su tante altre aspettative popolari, che erano connaturate strettamente alla sua stessa nascita: l’assurdo rifiuto di qualsiasi alleanza con altre forze, il limite dei due mandati politici per gli eletti, il rifiuto di ogni immunità parlamentare, che invece riconosce a Salvini per il Caso Diciotti; per non parlare della TAV e della TAP, come dell’altra grande questione dei vaccini, su cui il Movimento segna marcatamente il passo attraverso atteggiamenti, a dir poco, contraddittori.
Tutte queste contraddizioni, che ogni giorno diventano sempre più macroscopiche e insostenibili, sono dovute non solo alla mancanza di capacità organizzativa del Movimento, ma anche al fatto che esso vive attaccato ancora al cordone ombelicale del padre padrone, da cui non si è emancipato e liberato.
Il Movimento così è ancora senza una propria identità, è ondivago, titubante nelle scelte, senza un programma politico ben definito e si muove di volta in volta a seconda delle scelte e degli umori del solito padre padrone, che lo trascina spesso in burrascose avventure umorali e personali, che nulla hanno a che fare con gli interessi sovrani della collettività, di cui dovrebbe essere rappresentante come soggetto politico.
Il Movimento è vittima allo stesso modo dell’altra grande  organizzazione del Cavaliere, che con il suo mastodontico potere economico pilota e orienta di fatto l’intero seminato della Destra.
Il Movimento Cinque Stelle, pertanto, se non vuole morire sotto il peso ingombrante del suo ‘mentore’, ormai troppo ingombrante, deve diventare orfano per affrontare con coraggio la strada del riscatto, abbandonando la politica ondivaga del compromesso ad ogni costo e scegliendo con coraggio da che parte stare: non si può certamente portare avanti la politica del cabotaggio, inseguendo la realtà del giorno seguente, bisogna pur avere un’idea della società che si vuole costruire, e per essa battersi senza tentennamenti e senza inseguire il populismo, che non ha mai portato a risultati autenticamente democratici.
Noi crediamo, senza farci accecare da ideologismi, che il Movimento dei Cinque Stelle possa avere una funzione importante e non morire solo se saprà collocarsi nella vasta area scoperta dei grandi, autentici bisogni popolari, in Italia come nel resto dell’Europa, quali il rifiuto di politiche razziste, il diritto dei popoli alla propria indipendenza, il contenimento delle spese per gli armamenti in nome della pace e della collaborazione fra i popoli, il controllo pubblico dell’energia e delle altre risorse naturali, il rispetto dell’ambiente come bene supremo, un’assistenza sanitaria e una scuola gratuita per tutti, che insieme ad altre scelte costituiscono la grande area politica del socialismo e del liberalismo, quali si sono venuti a costituire in Europa attraverso le innumerevoli lotte contro tutti i regimi autoritari.

PUBBLICATO 22/01/2022  |  © Riproduzione Riservata





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