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Microcriminalità. La riunione per decidere il nuovo referente del clan per le zone di Acri, Torano e Bisignano


Foto © Acri In Rete



Riportiamo uno scritto a firma di Fabio Benincasa apparso su “Corriere della Calabria.”
Nella galassia criminale della mala cosentina, la Dda di Catanzaro - nell’ambito dell’inchiesta denominata “Reset” - inserisce anche il gruppo che farebbe riferimento alla famiglia Presta.
Sebbene non esista dal punto di vista giudiziario, il sodalizio sarebbe attivo soprattutto nel territorio della Valle dell’Esaro.
A dare conferma, della presunta attività criminale perpetrata dai presunti sodali e dai vertici del clan è il pentito Roberto Porcaro: in uno dei verbali resi ai magistrati della Dda.
«Conosco solo di nome Francesco Presta detto “Franco” quale storico referente, per la zona di Tarsia e Raggiano Gravina, dell’associazione mafioso cosentina.
L’ho sempre sentito nominare in tutti i principali discorsi dell’associazione ma non l’ho mai incontrato personalmente
», precisa il collaboratore di giustizia.
Che degli altri presunti membri, invece, pare avere maggiore conoscenza.
«Conosco personalmente Antonio Presta detto “Tonino”, già dal 2009 allorquando era stata organizzata una rapina ad un portavalori sulla strada Silana Crotone». E’ un elemento di vertice dell’associazione – secondo Porcaro – vista la detenzione di Franco Presta, «ha assunto la direzione del gruppo e si rapporta con gli altri “Italiani”».
Il pentito riferisce di alcune riunioni «che abbiamo tenuto a casa sua a Raggiano Gravina mentre era ristretto agli arresti domiciliari, nel 2019. Ci siamo recati io e Michele Di Puppo poiché Tonino Presta ci doveva informare della richiesta che gli era stata fatta da Cosimo Bevilacqua detto “Corvo Nero” di essere autorizzato a mettersi quale referente dell’organizzazione criminale sulla zona tra Acri, Torano e Bisignano che negli ultimi anni, era rimasta sostanzialmente scoperta nel controllo delle attività estorsive e del traffico di sostanze stupefacenti».
Il tema è scottante, l’avvio di una attività criminale implica regole sulla spartizione dei proventi e sulle “concessioni” ammesse a coloro i quali puntano ad aumentare ed esercitare il controllo su una determinata porzione di territorio.
Tutti si incontrano nuovamente a casa di Tonino Presta, alla presenza di Luigi Abbruzzese accompagnato dal cognato.
«Sebbene sia Luigi Abbruzzese che Cosimo Bevilacqua facciano parte della medesima compagine degli Zingari – precisa Porcaro – non sono in buoni rapporti a causa di incomprensioni familiari».
Per l’occasione «si è quindi deciso di autorizzare Cosimo Bevilacqua a controllare criminalmente la zona di Acri, Torano e Bisignano, comunque sotto la supervisione di Luigi Abbruzzese, e con l’accordo di spartire tutti proventi illeciti anche con gli “Italiani“». (f.b.)
A quanto pare, quindi, anche Acri coinvolta in organizzazioni criminali e, sebbene ciò, sia l’amministrazione comunale attuale sia quelle del passato non hanno mai affrontato nelle sedi deputate e opportune la delicata questione dell’ordine pubblico.
C’è da aggiungere che è in corso il processo “Acheruntia” in cui sono imputati ex amministratori locali e regionali tra cui l’attuale assessore comunale, Maiorano, accusato di concussione, già noto per essere stato uno dei protagonisti del dissesto finanziario nel 2011/2011, (che tanti danni ha provocato alla comunità e alle tasche dei cittadini) quando ricopriva il ruolo di sindaco facente funzioni e per essere definito, nel 2022, IMPRESENTABILE dalla Commissione Nazionale Antimafia.

PUBBLICATO 25/07/2023  |  © Riproduzione Riservata




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