OPINIONE Letto 1854

Pensieri di città. Luoghi e simboli


Foto © Acri In Rete



Finché gli uomini hanno abitato in spazi limitati e il loro numero era altrettanto contenuto, non hanno avuto bisogno di contrassegnare e denominare vie e vicoli.
Al tempo dei castelli medievali ciò che stava al di fuori aveva come punto di riferimento il castello, e quando l’urbanizzazione diventerà più consistente oltre al castello o alla magione del signore, punto di riferimento diventerà l’abitazione dell’autorità ecclesiastica.
Le prime botteghe artigiane si disporranno nei pressi o attorno a questi due centri del potere: il civile e il religioso.
L’esigenza di conferire il nome alle vie si farà più forte con le città mercantili.
Nei paesi ci sono tuttora nomi che ce lo ricordano: via del Castello, salita del Convento, largo della Chiesa, vicolo del Fornaio, così come nelle città più grandi si trovano via Spadari, via Orefici, via de’ Calzaioli, via dei Giubbonari, dei Baullari, dei Funari e così via.
Quand’eravamo ragazzi nessuno indicava con il nome della toponomastica comunale la via di una strada o di una piazza, questo valeva solo per la corrispondenza, si diceva semplice- mente: al monumento, in piazza dei frutti, al ponte di san Domenico.
E così si continua a dire oggi: all’Annunziata, ai Cappuccini, sopra l’Orto, se ci si dà un appuntamento.
Tutti indicavamo il rione o un preciso elemento simbolico di esso.
Al Fosso, a Padìa, al Casalicchio, a Jungi, e se si voleva essere precisi si diceva semplicemente: davanti al carcere, alla pigna, all’abbeveratoio.
I ritrovi pubblici e le botteghe fungevano altresì da mappa, una mappa mentale conosciuta da tutti: il bar, il calzolaio, il salone di barbiere, luoghi no- toriamente di ritrovo e di conversazione.
Per non parlare delle cantine e delle bettole. A Milano io do spesso appuntamento in Galleria, davanti all’Università Statale o all’Accademia, e non devo specificare nient’altro, tanto sono diventati simbolici questi luoghi.
Pur non conoscendo con precisione quando si è attribuito il nome alle vie, non c’è dubbio che molti toponimi hanno resistito al tempo e alla storia, mantenendo integro il loro fascino.

PUBBLICATO 20/03/2025  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

EDITORIALE  |  LETTO 494  
Verso le comunali. Palazzo Gencarelli ha bisogno di competenze ed etica
Acri non è soltanto un luogo: è una promessa sospesa tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere. È fatta di pietre antiche che tratteng ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 257  
Il campetto di via Montessori: il simbolo di un’amministrazione assente. Incuria e degrado!!!
Il campetto di via Montessori non è soltanto uno spazio pubblico trascurato. È il simbolo concreto di un’amministrazione che ha smesso di ascolta ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 496  
Il Lions Club Acri celebra i 30 anni dalla Charter : una serata di emozioni e nuovi ingressi
Si è svolta nella serata di giovedì 9 aprile 2026 ,in un clima di grande partecipazione e soddisfazione, la cerimonia per il trentesimo anniversa ...
Leggi tutto

LIBRI  |  LETTO 229  
Il Sole che amerai, il nuovo romanzo di M.F. Arena
“Il sole che amerari”, è il titolo del nuovo romanzo, l’ottavo, di Manuel Francesco Arena.... ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 441  
M5S. Maurizio Simone eletto Rappresentante del Gruppo Territoriale
L’Assemblea degli iscritti al Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Acri ha eletto Maurizio.... ...
Leggi tutto

ADV