OPINIONE Letto 876

Gocce di memoria


Foto © Acri In Rete



Piove da stamattina. Una pioggia fitta, non costante ma ostinata, di quelle che sembrano voler appesantire i pensieri. Il 23 dicembre è una giornata grigia, triste, la prima vera giornata d’inverno del 2025. E forse non è un caso.
Presso la Comunità Don Milani si commemora il professore Giuseppe Abbruzzo.
L’invito mi arriva da Nello Serra, con una domanda semplice ma che pesa: “Ci sarai?”.
Rispondo con un’altra domanda, quasi istintiva: “Pensi che possa mancare?”.
Arrivo con qualche minuto di ritardo. Fatico a trovare parcheggio, per le tante macchine. Entro, proprio Nello sta già parlando di te, Prof.
Racconta di “Confronto”, delle volte in cui sei stato in Comunità, dei libri che hai scritto. Mi siedo e penso che non riuscirò a dire nulla. I miei ricordi sono troppo personali, troppo fragili e preziosi. Mi chiedo che effetto farebbero sugli altri e se riuscirei a reggere la valanga di emozioni.
Sono giorni che provo a mettere insieme frammenti di memoria ma, come tessere di un mosaico incompleto, ogni volta mi sembra che ne resta fuori uno importante. Provo a dare ordine alle tante interviste. Mi maledico per non averle registrate tutte. Oggi avrei testimonianze meravigliose e la possibilità rivivere quelle stesse emozioni attraverso la tua voce. Ogni mio articolo lo condividevo con te, caro Prof., come con pochi altri. Aspettavo il tuo parere come si aspetta un segno. Ci sentivamo quando un argomento ti aveva “intrigato”.
Mi mancano quelle telefonate, Prof.
Mi manca l’affabilità con la quale mi accoglievi, la naturalezza con la quale mi concedevi il tuo tempo. Mi sorprendeva sempre e mi sentivo importante. Ho sempre pensato ci fosse un legame speciale.
Avevo un’idea che volevo proporti: ricordare Salvatore Scervini nel centenario della sua morte. Sono certo che ti avrebbe reso felice. Non ho avuto il tempo di parlartene. Sei andato via inaspettatamente. Non dovevi farlo Prof.
Molte cose nella nostra comunità continueranno a parlare di te. A cominciare dalla biblioteca a misura d’uomo che la Comunità "Don Milani" ti ha dedicato. Mi piace pensare che stasera tu sia qui, tra quei volumi, tra le pagine dei libri posati sulla scrivania. In realtà non ci hai lasciato solo ricordi, ma hai tracciato un sentiero fatto di un amore profondo per la cultura lo studio e la ricerca. Non possiamo lasciare che si disperda, dobbiamo impegnarci a percorrerlo. Non importa se i passi saranno lenti e faticosi, l'importante è che siano costanti. Sono certo che da lassù ci guiderai, felice come una meravigliosa stella polare.
Alzo lo sguardo al cielo e senza fretta vado verso la macchina.
Fuori ha smesso di piovere.

PUBBLICATO 24/12/2025  |  © Riproduzione Riservata




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