OPINIONE Letto 1278

La solidarietà nel 2026... Sarebbe bello !!!!


Foto © Acri In Rete



L’ultimo anno ha posto l’umanità di fronte a sfide di portata enorme. Dalle ferite aperte dei conflitti globali alle catastrofi climatiche, fino alle crisi più silenziose che colpiscono il nostro Paese, come la povertà e l'isolamento sociale, abbiamo assistito a una successione di emergenze che ci hanno messo a dura prova. Eppure, è proprio nei momenti più bui che l’impegno deve farsi più saldo. Scegliere di agire non è solo un dovere umanitario, ma l’unico modo per fare davvero la differenza. La vita ci sta insegnando una lezione preziosa: educare alla solidarietà è cruciale. Un mondo senza altruismo è un mondo destinato a ristagnare, privo di una coscienza collettiva superiore. Ma che cos’è, davvero, la solidarietà? È il sentimento che ci spinge a tendere la mano senza aspettarci nulla in cambio. È l’atto di aiutare per il puro piacere di farlo, riconoscendo nell'altro una parte di noi stessi. La Giornata Internazionale della Solidarietà (31 agosto) ci ricorda proprio questo: non siamo isole, e aiutare chi è in difficoltà è un diritto che nobilita chi lo esercita. Oggi la solidarietà sembra spesso cedere il passo a un individualismo sterile. Eppure, nessun cambiamento positivo bussa alla nostra porta se non siamo noi i primi a muoverci. Basta poco: una telefonata, un sorriso sincero, un piccolo favore. Questi gesti possono sembrare gocce nell'oceano, ma sono quelle gocce a ridare ottimismo a chi ha perso la voglia di guardare avanti. Accogliere significa aprire la porta non solo fisicamente, ma mentalmente. Significa fare spazio anche a ciò che ci scompone o non condividiamo, mettendo da parte la fretta e l'istinto per concedere all'altro il dono più prezioso: il nostro tempo. L'esperienza del Centro Anziani di Acri. Voglio dare voce a coloro che incontro la domenica. Nei loro sguardi leggo storie di sacrifici, ma anche il peso della solitudine. Dal giugno 2025, presso il Circolo Comunale della Terza Età di Acri, il progetto “Pranziamo Insieme” è diventato un faro di speranza. Offrire la possibilità di condividere un pasto e un momento di convivialità è stata la nostra "ribellione dolce" contro l’isolamento. È una promessa mantenuta, settimana dopo settimana. La nostra comunità di Acri ha radici antiche fatte di mutuo soccorso; il progetto 'Pranziamo Insieme' non fa che risvegliare l'anima autentica del nostro territorio. Ora, però, possiamo fare un passo ulteriore. Sarebbe splendido se altri soci decidessero di unirsi a noi, a turno, per arricchire questo momento di condivisione. Non esiste sensazione più gratificante che illuminare la giornata di chi è fragile: nel farlo, non miglioriamo solo la vita degli altri, ma permettiamo a noi stessi di progredire e diventare persone migliori. Sarebbe bello...Elena Ricci

PUBBLICATO 30/04/2026  |  © Riproduzione Riservata




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