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Terremoto politico a San Giorgio Albanese


Foto © Acri In Rete



Annunciata la crisi nei giorni scorsi, durante il consiglio comunale, con il gruppo San Giorgio Rinasce, è deflagrata definitivamente ieri pomeriggio con le dimissioni del vicesindaco Giuliano Conforti e dell’assessore Aurelia Sprovieri, che hanno deciso di lasciare l’amministrazione dopo aver preso pubblicamente le distanze dal Sindaco e dal suo modo di amministrare.
Un atto politico durissimo, che assume il sapore di una vera sfiducia totale nei confronti del primo cittadino. È così con il duo ritirato della giunta, sempre meno è la rappresentanza del popolo nella casa comunale; un vero e proprio golpe sfumato che ha chiuso le porte a chi intende la politica come dogma democratico di amministrare la cosa pubblica e non totalitarista. Infatti, le accuse mosse erano già state chiare durante il Consiglio comunale: nessun coinvolgimento, assenza di confronto, decisioni accentrate e gestione personalistica dell’amministrazione, tutto con violenza istituzionale, poca cura della forma e senza alcuna sostanza.
Le dimissioni di due figure chiave dell’esecutivo non rappresentano una semplice divergenza politica, ma acclarano con assolutezza la frattura ormai insanabile dentro la maggioranza, o per meglio dire irrevocabile. È il segnale evidente che il progetto amministrativo nato all’inizio della consiliatura oggi mostra crepe profonde.
Il Sindaco esce da questa vicenda politicamente indebolito e sempre più isolato, attorniato da “yes man” pronti ad alzare la mano per raggiungere ad unanimità approvando l’operato di qualcun altro. Perché quando a lasciare sono il vicesindaco e un assessore, il problema non può più essere liquidato come “normale dialettica politica”: il rapporto ormai di fiducia dentro il governo cittadino cessa e viene annichilito, anche rispetto alla cittadinanza che oramai non rispecchia più, che è la stessa a pagarne le conseguenze, ormai apatica davanti ad un paese in declino con nessuna uscita di emergenza.
La nascita del gruppo autonomo era stata il primo avviso. Le dimissioni dell’intera Giunta sono invece un messaggio politico definitivo: una parte della maggioranza non intende più assumersi la responsabilità di un metodo amministrativo che considera chiuso, verticistico e privo di condivisione, il che ha avuto seguito nell’immediato dopo la festa patronale, nel lunedì durante il quale il Sindaco ha revocato tutte le deleghe così da generare a cascata le dimissioni.
Adesso si apre una fase imprevedibile. Il Sindaco dovrà tentare di ricostruire e rattoppare una maggioranza politica e amministrativa credibile, ma la sensazione è che da oggi nulla sarà più come prima.
Un Sindaco sempre più solo nell’amministrazione e poco credibile per il futuro del paese.

PUBBLICATO 13/05/2026  |  © Riproduzione Riservata




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