OPINIONE Letto 781

Difendiamo la salute: una firma per il nostro futuro


Foto © Acri In Rete



Il Servizio Sanitario Nazionale, pilastro della nostra democrazia e garante del diritto costituzionale alla salute, attraversa oggi una crisi profonda e senza precedenti. Le liste d’attesa infinite, il collasso dei pronto soccorso e la fuga costante del personale verso il settore privato sono i sintomi evidenti di un declino che mette a rischio l'universalità delle cure. In questo scenario, la CGIL ha scelto di intervenire con una proposta di legge di iniziativa popolare, un piano concreto e coraggioso per rimettere il bene pubblico al centro dell'agenda del Paese.
Investire nel Futuro: Risorse ed Equità
La sfida per la rinascita della sanità inizia dalle risorse. La proposta chiede con forza che il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale salga stabilmente al 7,5% del PIL, allineando l'Italia ai grandi standard europei. Ma l'investimento economico deve camminare insieme all'equità sociale. Per questo diciamo un "NO" categorico all'autonomia differenziata in tema di sanità: curarsi non può e non deve essere un privilegio legato al codice postale. Il diritto alla salute va garantito in modo uniforme attraverso un Piano Sanitario Nazionale triennale vincolante per tutte le regioni, fondato su criteri di solidarietà nazionale.
Il Cuore del Sistema: Valorizzare chi ci cura
Nessun ospedale o distretto può funzionare senza professionisti valorizzati e tutelati. È urgente superare definitivamente il blocco delle assunzioni, rigenerando organici ormai esausti, e porre fine alla stagione delle esternalizzazioni selvagge. Dobbiamo tornare a investire nella formazione, incentivando i corsi di studio per infermieri e medici di medicina generale. Soprattutto, rivendichiamo un principio di giustizia contrattuale: a parità di lavoro devono corrispondere parità di diritti e condizioni economiche, applicando il contratto della sanità pubblica anche nelle strutture accreditate. Parallelamente, la tutela della salute passa anche attraverso una rinnovata attenzione alla sicurezza e all'igiene nei luoghi di lavoro.
Una Sanità di Prossimità
Il futuro del SSN passa necessariamente per il potenziamento della medicina territoriale. Non basta curare in ospedale; occorre essere presenti laddove le persone vivono. Sviluppare Case di Comunità e Distretti socio-sanitari significa offrire risposte concrete alle fragilità, alla non autosufficienza e ai bisogni crescenti di salute mentale. Potenziare i consultori e i servizi di prevenzione per le dipendenze è l'unico modo per ridurre le liste d'attesa e garantire un accesso tempestivo alle cure. La salute, in definitiva, non è una merce, ma un diritto universale inalienabile.

PUBBLICATO 13/05/2026  |  © Riproduzione Riservata




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