OPINIONE Letto 4984

Anche Acri ha i suoi MARANZA?


Foto © Acri In Rete



Vorrei rendere di dominio pubblico quanto accadutomi martedì sera in zona Piazza Annunziata direzione Sandro Pertini, dopo una normale e piacevole serata insieme alla mia famiglia ci stavamo incamminando per rientrare verso casa erano circa le 21 quando proprio sotto i nostri occhi si stava per consumare una tragedia inspiegabile perché ci trovavamo in area pedonale, nonostante ciò una bici elettrica a folle velocità stava per centrare in pieno mia figlia e solo grazie alla prontezza della mia compagna che è riuscita ad afferrare la bimba sottraendola dalla traiettoria della stessa evitando un impatto terribile, il ragazzo che guidava la bici nonostante si fosse accorto dell’accaduto non ha minimamente rallentato ed ha continuato con la sua folle e serena corsa sempre in area pedonale, assistevano incredule a quanto stesse accadendo tantissime persone con una domanda comune ma come è possibile tutto ciò?
Superato lo spavento decidiamo di non tornare a casa ma di continuare la passeggiata tenendo i bimbi per mano facendo molta attenzione a non essere scambiati nuovamente come birilli dal ragazzo con la bici elettrica, qui arriva la sorpresa e la vera amarezza eravamo in zona “Gazebo” riconosciamo la bici e il ragazzo di origini non Italiane che la guidava ci avviciniamo gli diciamo in maniera gentile e accogliente di fare attenzione perché stava per uccidere nostra figlia la risposta è stata quasi come l’impatto evitato ovvero ha iniziato a inveire e minacciarci insieme ai suoi amici, decidiamo amareggiarti di tornare a casa facendoci tante domande quella più importante probabilmente il rispetto delle regole da parte di tutti, ma è veramente così?
Per avere una risposta vera l’unica cosa che potevamo fare era denunciare l’accaduto alle autorità competenti cosa fatta nella mattinata di ieri.
Rimaniamo fiduciosi che qualcosa possa cambiare e che le regole vengano rispettate come è giusto che sia da tutti.
Ancora molto arrabbiati ma felici che non sia accaduto nulla di irreparabile e soprattutto ci auguriamo che non accada più.

PUBBLICATO 02/07/2026  |  © Riproduzione Riservata




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