OPINIONE Letto 136

Vannacci tua


Foto © Acri In Rete



La storia dell’umanità è stata sempre ricca di uomini che hanno preso decisioni sul corpo delle donne.
In genere, è stato fatto sempre con aria solenne da chi crede di inaugurare una nuova era. Per secoli alle donne è stato imposto tutto: come vestirsi, con chi sposarsi, quando parlare, quando tacere, quanti figli avere, quando averli.
In cambio, per tutta questa "generosa democrazia" è stato chiesto loro appena appena obbedienza illimitata e fedeltà cieca.
Chi ubbidiva veniva considerata una donna virtuosa, altrimenti veniva fatta passare, come strega o isterica.
Nel tempo sono cambiate le divise, i tribunali, i pulpiti. Tuttavia, il concetto è rimasto "democraticamente" identico: tu donna non decidi da sola.
Come dire: "Patti chiari, amicizia lunga. "
Ed è proprio in questo contesto che il nuovo progetto politico del Generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale (non è uno scherzo, si chiama proprio così) si esalta.
Il movimento ha messo nero su bianco alcuni “valori fondamentali e non negoziabili” tra cui: il NO all’aborto; Unioni civili da abrogare; stretta sull’uso della pillola; niente contenuti omosessuali e gender in TV.
Non vi basta? Il generale vuole abrogare il reato di femminicidio.
E pensare che programma sul sito ufficiale del Movimento, viene ancora descritto come in fase di definizione.
Evidentemente il “meglio” deve ancora venire!
Pensate che bello e come è rassicurante.
Sembra incredibile che nel 2026 ci sia qualcuno che voglia riportare così indietro le lancette della storia, azzerando le conquiste ottenute con anni di battaglie di civiltà.
Ancora più incredibile è che questo qualcuno trovi consenso anche tra tante donne.
Sarà il cosiddetto fascino della divisa alla quale molte donne sembrano ancora non riuscire proprio a resistere?
Tuttavia, qualcuno dovrebbe dire a Vannacci che ogni volta che qualcuno ha provato a mettere un lucchetto alla libertà delle donne, le donne hanno trovato la chiave o forzato la serratura. Le donne hanno attraversato secoli di umiliazioni, discriminazioni e di battaglie. In Italia sono state escluse dalle università, poi hanno conseguito lauree e sono divenute Rettrici. Sono state tenute lontane dalla politica, poi hanno votato, sono state madri Costituenti, si sono candidate e hanno governato e governano.
Tutti quanti noi dovremmo sapere, perché le donne (anche se non tutte) lo sanno perfettamente come si chiama il mondo nel quale qualcun altro decideva per loro.
Si chiama Passato e non sembrano (anche se non tutte) avere intenzione di tornarci, con buona pace di Futuro Nazionale e dei suoi simpatizzanti, (donne incluse).

PUBBLICATO 28/08/2026  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 136  
Vannacci tua
La storia dell’umanità è stata sempre ricca di uomini che hanno preso decisioni sul corpo delle donne. In genere, è stato fatto sempre con aria s ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 144  
Prima la visione, poi i nomi: il civismo non si fa dettare l'agenda (né il candidato)
La corsa solitaria, la fretta di autocandidarsi a sindaco e le uscite a mezzo stampa rischiano di riprodurre proprio quel modello di gestione pad ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 497  
Il consenso non è un abbonamento
Sono contrario al terzo mandato per i sindaci. Non per una sfiducia nei confronti di chi amministra, né perché ritenga che l’esperienza accumulat ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 513  
La città che vorrei
È tanto tempo che non scrivo articoli pur seguendo sempre quelle che sono le notizie belle o brutte sul nostro bel paese. Come ogni anno vengo gi ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 906  
Acri e l'eterogenesi dei fini: dividersi per battere Capalbo ed invece rafforzarlo
Ad Acri vale una legge non scritta: più gli avversari di Pino Capalbo si mobilitano per farlo perdere, più finiscono, dividendosi, per garantirgl ...
Leggi tutto

ADV