COMUNICATO STAMPA Letto 6216

Questione Andromeda, la LACA non dice la verità


Foto © Acri In Rete



Nella mia qualità di difensore del Comune di Acri nel contenzioso promosso nei confronti di Andromeda Informatica mi corre l’obbligo di colmare le grosse lacune ed in esattezze contenute nell’articolo a firma “L.A.C.A.” (Libera Associazione Cittadini Acresi) al solo fine di rendere onore alla verità dei fatti e sottolineare la correttezza del comportamento dell’Ente che ho l’onore di rappresentare.
Giova premettere che il dovere di informazione impone non solo di riportare le notizie con il dovuto equilibrio ma, soprattutto, di acquisire entrambe le tesi delle parti contrapposte. Quando ciò non avviene, come nel caso di specie, è evidente che l’intento di chi divulga la notizia in maniera del tutto distorta e tendenziosa non è quello di “informare” bensì quello di “denigrare” in maniera speculativa, per interessi che non sono sicuramente quelli della collettività.
Ebbene, non sfuggirà ai lettori che lo scorso anno, in questi stessi giorni, tutti i servizi del Comune di Acri, anche e soprattutto quelli essenziali per i cittadini (anagrafe, stato civile, tributi, personale, ecc.), erano completamente paralizzati per avere la società Andromeda Informatica, il cui contratto di gestione dei servizi informatici era scaduto il 31/12/2015, bloccato il sistema, con enorme quanto gravissimo pregiudizio per l’intera macchina comunale, per i cittadini innanzitutto.
Andromeda Informatica, che per oltre 30 anni ha fornito i servizi informatici al Comune senza alcuna gara, non solo non ha inteso partecipare alla procedura ad evidenza pubblica espletata dal Comune in ossequio alla normativa vigente, ma, alla scadenza del rapporto (31/12/2015), non ha inteso nemmeno riconsegnare all’Ente, che ne è proprietaria, tutti i dati e gli archivi fino ad allora gestiti. Conseguentemente, il Comune si è visto costretto a chiedere al Tribunale, con ricorso ex art. 700 c.p.c., un provvedimento cautelare al fine di ottenere l’immediata riattivazione dei servizi, tutti essenziali per il funzionamento della macchina comunale, e solo dopo l’avvio dell’azione giudiziaria la società Andromeda, che fino a quel momento era rimasta sorda finanche alla sollecitazione della Prefettura di Cosenza, ha riattivato i servizi informatici del Comune ed il Tribunale di Catanzaro – Sezione Specializzata in Materia d’Impresa, sul presupposto che “si verte in materia di servizi pubblici locali essenziali, rientrando in tale definizione i servizi demografici, elettorali, di stato civile, di contabilità, di gestione del personale e delle entrate”, e che “la particolare rilevanza degli interessi collettivi coinvolti impone di garantire continuità nell’erogazione dei relativi servizi, tant’è che l’erogazione della fornitura può comportare conseguenze di rilievo non solo civilistico”, ha ordinato ad Andromeda Informatica di consegnare al Comune di Acri il contenuto dei suoi archivi. Provvedimento, questo, effettivamente poi revocato dallo stesso Tribunale a seguito di reclamo proposto da Andromeda per il solo fatto che questa stava comunque “proseguendo nel servizio di manutenzione ed assistenza software ed hardware del Comune di Acri”, cosicchè era venuta meno l’imminenza di quel “periculum in mora” che aveva indotto il primo Giudice ad ordinare la restituzione degli archivi che, giova ribadirlo, sono di proprietà del Comune.
Dunque, nessuna “malafede e incompetenza” degli amministratori, ma più semplicemente senso di responsabilità e rispetto delle procedure per l’affidamento dei servizi comunali.
Ed invero, contrariamente a quanto sostiene la “L.A.C.A.”, i cittadini oltre “al danno” avrebbero subito “la beffa” qualora il Comune avesse ceduto alla pretesa economica di Andromeda che per la restituzione degli archivi di proprietà dell’Ente pretendeva – e pretende ! - ingenti corrispettivi non dovuti.
Perdipiù, il comportamento di Andromeda sta determinando il mancato trasferimento degli archivi dei dati del Comune alla Dedagroup S.p.A., risultata aggiudicataria del servizio - giova ribadirlo – a seguito di formale gara ad evidenza pubblica, ed ha indotto l’Ente a promuovere, sempre dinanzi al Tribunale delle Imprese, il conseguente giudizio per il risarcimento dei danni quantificati in complessivi € 500.000,00 in quanto “è giusto che chi sbaglia paghi”.

PUBBLICATO 10/01/2017  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1820  
Congresso Regionale del Partito Liberaldemocratico. Presentata la Mozione politica dell’On. Marattin
Si è celebrato lo scorso fine settimana ad Acri nella cornice del Palazzo San Severino Falcone, il primo Congresso regionale della Calabria del P ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 2345  
Rigenerazione stadio comunale ''Pasquale Castrovillari'': luci ed ombre
Venerdì scorso in consiglio comunale è stata deliberata l’approvazione di un mutuo di 180.000,00 euro per la rigenerazione dello stadio comunale ...
Leggi tutto

RECENSIONE  |  LETTO 1714  
DiVersi
Ci sono “riti” che non hanno bisogno di pubblico, basta la copertina di un nuovo libro tra le mani. Per me, da ben sedici anni, l’uscita del nuov ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 2737  
La plastica di Serra Crista
Serra Crista è una delle montagne di Acri, in provincia di Cosenza. Siamo ad oltre 1000 metri sul livello del mare e la Crista è il cuore pulsant ...
Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 1780  
L'Acri si prepara ad un campionato di vertice ma chiede l'aiuto di tutti
In questo caldo mese di giugno stiamo lavorano per programmare il prossimo campionato. Dopo il terzo posto del campionato appena conclusa, in cui ...
Leggi tutto

ADV