'U Casalicchiu: nostalgia 'e du passatu
Anna Maria Algieri
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U Casalicchiu è llu rionu miu
riccu de persuni illustri e rinumati: ‘a casa natali ricorda Sant’Angiulu d’Acri, ‘i poeti Padula, Julia, Romanu, Jannunu, Autieri e Molinaru; e tra de loru ci nn’è una de assai nobilu casatu chi donna Mariannina è chiamata. A ‘ssu rionu, ‘na vota, ‘un ci mancava nnenti: ci trovavi ‘u falignamu, ‘u cusituru, ‘u furnaru, ‘u scarparu, ‘u varbìaru e c’era puru ‘u tabacchinu. Avìamu a Gisbertu ccu’ llu generi alimentari e, sutt’ ‘u palazzu ‘e Azzinnari, Natalu ‘e Francatrippa ccu’ lla cantina. Ci truvavi a Cicciu ‘e Matarazzu e a Franciscu ‘e Formagginu, e nun mancava a ‘ssu rionu ‘u fotografu ch’era donn’Antoniu ‘e Peppullu “sempre in posa”! Ma ancora cchiù importanti eranu ‘i giuvani chi dunavanu vita allu rionu: ‘na fratellanza l’accomunava e tra de loru si crjavanu mumenti bielli ed armoniusi; ccu’ ‘ngignu e ccu’ ‘nu pizzicu ‘e fantasia facìanu ‘u prisepiu, cum’è tradiziona, e lla notti ‘i Natali ‘mmienzu ‘a chiazza - ch’è dedicata a don Francu ‘e Jannunu - ‘u fuocu ardìa schoppettijannu e li guagliuni tutt’attuornu ccu’ gioia e canti facìanu festa. A menzannotti si sentìanu sonari ‘i campani… è natu ‘u Redentori! E tutti quanti jìamu alla missa a Santa Nicola duvi ‘u parracu era donn’Antoniu Pellegrino ed a nnua giuvani ni guidava ccu’ ll’esempiu ‘e San Giovanni Bosco… ‘U ricuordu va a cchillu passatu ca ‘un c’è cchiù… specialmente all’antenati chi n’ànu lassatu ‘ssi tradizioni belli ca sunu messaggi d’amuri e fratellanza, ch’ ‘e ‘ssi tìampi ormai ‘un vannu cchiù! NOSTALGIA DEL PASSATO: IL CASALICCHIO Il Casalicchio è il rione mio ricco di personalità illustri e rinomate: la casa natale ricorda Sant’Angelo d’Acri, i poeti Padula, Julia, Romano, Giannone, Autieri e Molinari; e tra loro ce n’è una di assai nobile casato che donna Mariannina è chiamata. A questo rione, un tempo, non mancava niente: ci trovavi il falegname, il sarto, il fornaio, il ciabattino, il barbiere e c’era anche il sale e tabacchi. Avevamo Gisbertu con il suo negozio di generi alimentari e, sotto al palazzo Azzinnari, Natale di Francatrippa con la cantina. Ci trovavi Ciccio ‘e Matarazzu e Francesco di Formaggino; non mancava in questo rione il fotografo, che era don Antonio di Peppullo “sempre in posa”. Ma ancora più importanti erano i giovani che davano vita al rione: la fratellanza li accomunava e tra loro si creavano momenti belli e armoniosi; con ingegno e con un pizzico di fantasia facevano il presepe, com’è tradizione, e la notte di Natale nel bel mezzo della piazza - che è dedicata a don Franco Giannone - il fuoco ardeva scoppiettando e i ragazzi tutt’intorno con gioia e canti facevano festa. A mezzanotte si sentivano suonare le campane… è nato il Redentore! E tutti insieme andavamo a messa nella chiesa di San Nicola dov’era parroco don Antonio Pellegrino che guidava noi giovani con l’esempio di San Giovanni Bosco… Il ricordo va a quel passato che non c’è più… specialmente agli antenati che ci hanno lasciato queste belle tradizioni che sono messaggi d’amore e fratellanza, che in questi tempi ormai non sono più di moda! |
PUBBLICATO 31/12/2018 | © Riproduzione Riservata

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