Terremoti. Cosa è il piano di emergenza comunale
Redazione
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Le scosse sismiche di questi ultimi giorni stanno, giustamente, provocando preoccupazione ed interrogativi tra la popolazione. Considerato che si tratta di fenomeni naturali non prevedibili bisogna conviverci e cercare di ridurre al massimo i danni attraverso la prevenzione.
Inoltre, ognuno di noi dovrebbe sapere i comportamenti da adottare in caso di eventi calamitosi improvvisi (frane, alluvioni terremoti). Ognuno di noi, insomma, dovrebbe conoscere il Piano di emergenza comunale che è l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità, è il supporto operativo al quale il Sindaco si riferisce per gestire l'emergenza, è lo strumento che consente alle Autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Esso deve essere uno strumento dinamico e in continuo aggiornamento, che deve tener conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi. Il Piano deve rispondere alle domande: quale eventi calamitosi possono interessare il territorio comunale? Quali persone, strutture e servizi ne saranno coinvolti o danneggiati? Quale organizzazione operativa è necessaria per ridurre al minimo gli effetti dell'evento con particolare attenzione alla salvaguardia della vita umana? A chi vengono assegnate le diverse responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze? Ma soprattutto deve individuare le aree di attesa (luoghi di accoglienza per la popolazione nella prima fase dell'evento) e aree di ricovero (luoghi in cui saranno istallati i primi insediamenti abitativi o le strutture in cui alloggiare la popolazione colpita). In tutto questo il Sindaco assume un ruolo rilevante perché ha il dovere di dotarsi di una struttura operativa in grado di assisterlo nelle fasi preventive ed organizzative nonché nelle fasi operative volte al superamento dell'emergenza, organizza la macchina dei soccorsi, fornisce adeguata informazione alla cittadinanza sul grado di esposizione al rischio. Insomma, chi ancora non lo abbia fatto è meglio che si procuri il Piano di emergenza comunale in modo tale da conoscere quali sono i possibili rischi del territorio e cosa fare in caso di gravi calamità. |
PUBBLICATO 02/05/2019 | © Riproduzione Riservata

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