ATTUALITA' Letto 4689  |    Stampa articolo

Il mercato degli infami

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
condividi su Facebook


Quando ormai pensi davvero di averle sentite e viste tutte, quando pensi che nessuna notizia possa più sorprenderti, ecco che questa società, impazzita come una maionese in un frullatore, riesce invece ancora una volta a investirti con un nuovo orripilante “schizzo” di cronaca! Bambini e le loro famiglie finite tra le spire di infami serpenti travestiti da assistenti sociali.
Quello che sta emergendo nell’inchiesta di Reggio Emilia, se i fatti dovessero essere confermati, è davvero incredibile.
Badate, parliamo di assistenti sociali ai quali la società affida un ruolo particolarmente delicato, che necessita di grande sensibilità e umanità.
Professionisti chiamati ad agire e muoversi in ambiti familiari molto delicati, fatti quasi sempre di fragilità umane, di legami lacerati, di amori logorati, e spesso anche di affetto tra genitori e figli che non andrebbe mai sottovalutato, ma se mai coltivato. In questa ottica mi viene complicato accettare i fatti che stanno emergendo e vengono narrati dalla cronaca.
Come hanno potuto infatti queste “gentili signore”, ancor più se mamme, operare in moto cosi spregevole e sistematico, condizionando i bambini anche attraverso l’utilizzo di scosse elettriche?
Con quale ardire hanno volutamente modificato i loro disegni per accreditare tesi di presunte violenze subite, o peggio ancora dichiarare spudoratamente il falso nelle relazioni da presentare ai giudici al fine di condizionarne il giudizio?
Con quale indecente “coraggio” consentivano che i bambini venissero tolti impropriamente ai loro genitori, fregandosene di gettare gli uni e gli altri nella più profonda disperazione?
Tutto questo nella logica del far soldi, indispensabili quindi per favorire adozioni non solo in famiglie improbabili ma addirittura con gravi (loro si!) problemi da curare.
Bambini traditi dunque per denaro in un mercato dell’orrore che ha spezzato famiglie, infranto sogni e cambiato destini.
Dopo 2000 anni i soldi continuano ancora a fare la differenza. Una volta c’era chi si accontentava di 30 denari, oggi evidentemente che le esigenze sono cambiate si ricorre senza scrupoli ai bambini, perché per averli c’è chi è disposto a spendere molto di più, e i soldi, si sa, agli infami non bastano mai.

PUBBLICATO 05/07/2019 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 754  
Bocciato dalla Prefettura il “sindaco sceriffo”. È più a destra della destra?
Ad Acri qualcosa non funziona nella redazione e nella gestione dei.... ...
Leggi tutto

EVENTI  |  LETTO 510  
Successo per il 1° Concorso di nazionale di poesia dedicato a Nicola Manfredi
L'associazione Antropos al centro l'umanità ringrazia tutti i partecipanti e tutti.... ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 581  
Acri si veste di colori: grande successo per la 3ª ed. del Carnevale Estivo del Kiwanis
Una città in festa, oltre 50 attività coinvolte e tantissime persone scese in strada. La terza edizione del Carnevale Estivo organizzato dal Kiwanis Club Città di Acri si è conclusa con un bilancio st ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 845  
Ordinanza sui minori revocata: “l’ennesimo passo falso dell’amministrazione Capalbo”
La vicenda dell’Ordinanza firmata dal Sindaco Pino Capalbo, con il divieto per i minori di 14 anni non accompagnati di circolare negli spazi pubblici dalle 24 alle 6.30, si è conclusa nel modo più imb ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 840  
La critica che non piace
Nonostante gli anni di esperienza maturati in politica, il sindaco di Acri una cosa non l’ha imparata: accettare la critica e magari porsi qualche domanda in più, magari provare a mettere in discussio ...
Leggi tutto