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Referendum, un successo della volontà popolare sulle ragioni fittizie degli assenteisti parlamentari

Foto © Acri In Rete
Francesco Foggia
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Ad Acri si è verificato uno schiacciante rifiuto popolare alle ragioni, volutamente ricercate (ribadite in modo ossessivo dal 100% dei media dei padroni e dei loro asserviti) ma assolutamente non convincenti, dei fautori del No al taglio del numero dei parlamentari! Il larghissimo consenso, l’87.42% dei votanti (6.377), conferma la volontà degli acresi a prendere con le pinze le varie voci (fittizie) che si sono alzate in “difesa della rappresentatività territoriale e della Costituzione”, quasi offendendo le loro capacità pensanti e tendenti a volere oscurare il malcontento popolare per le tante promesse elettorali non mantenute della (solita) classe politica. Ogni elezione politica lasciava contenti gli eletti e costantemente tradiva le attese dei rispettivi elettori. Eppure, doveva far meditare l’aumento delle astensioni e delle schede bianche o nulle! La classe politica, però, proseguiva imperterrita a collocarsi sempre più distante dai bisogni reali della popolazione: si sentiva una classe eletta, autoreferenziale ed impunibile rispetto alla Legge ed alla Costituzione. Le elezioni del 4 marzo 2018 arrivarono e decretarono uno scossone nel Parlamento! Ma non si è voluto prendere atto della ribellione dei cittadini, anzi si è cercato in tutti i modi di denigrare i parlamentari del M5S, come se essi fossero esponenti di una qualche galassia extraterrestre e non i veri rappresentanti del 32,7% degli italiani. Da quella data, con loro al Governo dell’Italia, si è iniziato un corso politico nuovo, propenso ad affrontare sia le crisi ataviche sia quelle straordinarie alleviando le difficoltà economiche e poi quelle sanitarie di tutti gli italiani. La risposta data a questo referendum dovrebbe far meditare tutti, dagli ambiti nazionale e regionale a quello locale, e portare i politici a fare il loro dovere, ponendosi democraticamente all’ascolto e ad adoperarsi per soddisfare le necessità comuni.

PUBBLICATO 22/09/2020 | © Riproduzione Riservata



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