L'Aurora di un giorno nuovo!
Franco Bifano
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Una cosa è certa, noi calabresi abbiamo un livello di sopportazione altissimo.
Altrimenti non si spiega il perché riusciamo a tollerare tutto quanto di sconveniente accade quotidianamente nel sistema sanitario regionale, proprio sotto i nostri occhi. La sanità calabrese è sgangherata, fatta di scandali, inefficienze e inadeguatezze, per questo mette a repentaglio le nostre vite e quelle degli affetti a noi più cari! Eppure, lasciamo scivolare sui binari della nostra indifferenza vicende truffaldine, come quella delle ricche fatture pagate più volte; o quella dei dieci milioni di euro incassati dal Sant’Anna di Catanzaro per prestazioni, stando alle accuse, mai effettuate; o ancora storie clamorose, come le centinaia di ore di straordinario (a 60 euro l’una) pagate in pochi mesi dalla Asp di Cosenza. Questo il desolante scenario di un sistema sanitario malato e corrotto. Di recente è venuto fuori un altro fatto incredibile! Il management della Azienda Ospedaliera di Cosenza sembrerebbe aver rinunciato ad un finanziamento di 10 milioni di euro per l’acquisto di macchinari indispensabili quali: una seconda PET, un agiografo digitalizzato di ultima generazione e altra importate apparecchiatura. Questa inquietante vicenda è riemersa grazie anche alla coraggiosa denuncia di Aurora, beffata dall’ennesimo caso di mala sanità! Aurora, alla quale va anche il merito di aver dato finalmente slancio al “torpore” che avvolgeva la TRG Calabria nel trattare in concreto la situazione sanitaria, ha raccontato ai microfoni della testata giornalistica la sua personale odissea. Aveva prenotato il 12 agosto (occhio alle date!) una PET di controllo al “Mariano Santo di Cosenza” che era stata fissata per il 2 ottobre. Qualche giorno prima le comunicano che l’indispensabile esame viene spostato a data da destinarsi per via della rottura del macchinario. Dopo un mese la richiamano per fissarle l’esame per il 3 dicembre, come se fosse normale spostare una indagine considerata “salvavita” dopo due mesi!! Ma non è finita qui! Il 2 dicembre, il giorno prima quindi dell’esame, la richiamano per disdire l’appuntamento sempre con la motivazione che la PET è di nuovo rotta. Aurora, a questo punto, è costretta necessariamente a recarsi fuori regione. La indirizzano verso Torre Annunziata, in Campania verso una struttura convenzionata. Lì, dopo tre ore di auto, è costretta, insieme a tanti altri pazienti calabresi ad ore al freddo sotto una tenda “tipo circo”, prima di riuscire ad effettuare l’esame e poi far ritorno a casa. Questa dolorosa vicenda non solo dovrebbe avere, dopo la denuncia presentata da Aurora, un rapido percorso giudiziario che accerti eventuali responsabilità, ma anche un accurato approfondimento giornalistico che provi a fare luce su eventuali perversi intrecci tra sanità pubblica e privata. Intanto, la Corte dei Conti ha certificato che noi calabresi abbiamo pagato aliquote Irap e Irpef più alte, per via delle falle economiche del sistema nostro sanitario. Ciò nonostante non riusciamo ancora ad ottenere il sacrosanto diritto ad una sanità efficace ed efficiente, Dobbiamo ancora sopportare che persone già fragili debbano affrontare percorsi lunghi e tortuosi per effettuare un solo esame, che è comunque assolutamente indispensabile. Non sarà il caso di darsi una mossa un po’ tutti per cercare di cambiare questa amara realtà, per vedere l’alba di un nuovo giorno? I diritti in questa sciagurata terra o si elemosinano o si conquistano. Sarà bene metterselo in testa al più presto, e agire di conseguenza anche il 14 febbraio! |
PUBBLICATO 15/12/2020 | © Riproduzione Riservata

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