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Eros, psiche e follia. Dal mito ai giorni nostri

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
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Noto a tutti è il mito di Amore e Psiche. Questa storia, nata in Grecia in epoca ellenistica e riproposta successivamente dal filosofo romano Apuleio, ha come protagonista una fanciulla dotata di straordinaria bellezza chiamata Psiche che intimorisce qualsiasi uomo per il suo aspetto e attira verso di sé anche l’ira della dea Afrodite.
La Dea della bellezza, infatti, manderà suo figlio Eros a scagliare le sue frecce per fare in modo che la fanciulla si innamori di un mostro ma il dio dell’amore, rimasto incantato da Psiche, vuole tenerla per sé. Un oracolo preannuncia al padre di Psiche che sua figlia dovrà essere consegnata ad un Drago affinché vi si unisca e, a malincuore, i due accettano il destino scelto dagli Dei per la fanciulla. Il realtà non si tratta di un drago ma di Eros che al buio ama Psiche a cui fa promettere di non provare a scoprirgli il volto, quest’ultima, tentata dalle sorelle invidiose e provocate da Afrodite, non resiste alla curiosità e scopre che il suo amante è in realtà il bellissimo Eros.
Una goccia di cera della candela di Psiche cade sul volto del Dio mentre questo giace addormentato e, una volta svegliatosi, Eros si adira con la fanciulla e l’abbandona. Psiche addolorata e ormai sopraffatta dall’amore, riceve un “aiuto” da Afrodite che le affida compiti sempre più difficili per dissuaderla dal cercare Eros.
Tuttavia non vi riesce e Zeus, mosso a compassione per la forza d’animo di Psiche, decide di renderla immortale facendole bere l’ambrosia e, successivamente, la ricongiunge ad Eros.
La loro unione rappresenta l’ equilibrio tra corpo/Eros e anima/Psiche. La Psiche, dice Jung, è costituita da una parte maschile ed una femminile ed è per questo motivo che non esistono i “sessi pieni”.
Ad oggi, l’anima è una faccenda femminile in quanto le donne hanno una consapevolezza maggiore di cosa siano l’eros , la passione e il sentimento. Per l’uomo, invece, è difficile accettare il proprio lato femminile ( si viene etichettati come omosessuali e sull’omosessualità si è molto restii) ragion per cui si tende a coltivare per lo più capacità logico/matematiche. Le donne invece si approcciano e conoscono il mondo attraverso il sentimento e l’empatia, uscendo dalla visione logico razionale e sfociando nella follia.
A tal proposito, anche Platone disse che l’universo femminile è necessariamente connesso alla follia. Il filosofo distingue più pazzie, la prima è quella profetica, si pensi alle antiche sacerdotesse che grazie alla pazzia comunicavano con gli Dei e riuscivano a carpire l’andare degli eventi.
Un esempio può considerarsi Cassandra, la profetessa non ascoltata che aveva preannunciato la fine di Troia. Per il filosofo la profetessa parlava al posto di Dio grazie alla follia che è comprensione irrazionale del futuro e capacità di guardare al di là di quello che c’è dinnanzi agli occhi. Nella tradizione, infatti, molti veggenti e cantori erano ciechi o si accecavano volontariamente.
La seconda follia è quella iniziatica dove avviene un passaggio da un mondo senza passioni ad uno in cui compaiono la visione dell’amore e dell’eros e che distruggono le precedenti visioni (adolescenza). La sessualità porta alla crisi e si giudica tutto con nuovi occhi. Platone afferma che per apprendere e imparare è necessario passare per la via erotica e anche il maestro ai suoi alunni dovrà tramandare tramite carisma e erotismo.
L’erotismo apre la mente e questo verrà sostenuto anche nei secoli successivi da S. Agostino quando affermerà: “Non entrerai nella conoscenza se non tramite l’amore”.
La terza follia di cui ci parla Platone è quella poetica/artistica.
Tramite l’irrazionale gli artisti trasgrediscono l’ordine razionale e anche le parole sono distanti dal loro significato originario.
L’ultima e la più temibile delle pazzie è l’amore, dove vi è un vero è proprio dislocamento dell’individuo dalla ragione, si è posseduti e feriti (si pensi alle frecce di Eros) e si incorre in una violazione della razionalità.
L’amore è Atopia, la capacità di uscire fuori dal razionale; è entusiasmo (da entheòs da intendersi come Dio che parla dentro di te) e si utilizza un linguaggio buio ed enigmatico , irrazionale.
Ad amore non bastano le parole perché è folle.
Quando si ama l’amante ruba all’altro la psiche. Essere privati dell’anima è il vero danno poiché il corpo è nulla senza spirito.
La consapevolezza di essere folli è necessaria quando si è innamorati, senza di essa non si può accedere all’amore.
Oggi la psicoanalisi tenta di sopprimere la pazzia che abita inevitabilmente in ognuno di noi e ciò è manifesta quando sogniamo.
La civiltà tenta di razionalizzare eppure è la follia che ci rende diversi l’uno dall’altro, lo si può notare da come parliamo, mangiamo e amiamo.
L’amore è la chiave per accedere alla nostra follia, l’altro è colui che ci mostra la nostra pazzia e ci permette di scendere in un mondo interiore e ciò, inevitabilmente, ci porta alla crisi e ad una nuova trasformazione.
L’eros è uno strumento di conoscenza , anche il cristianesimo ha cercati di imitare questo concetto con l’ascetismo e il misticismo che a loro volta contengono la dimensione erotica anche se basata su pratiche solitarie.
L’evoluzione dell’amore prevede due fasi principali: l’innamoramento o delirio (lo si può notare nelle parole o nelle azioni) e l’amore come curiositas, dopo aver riacquisito la consapevolezza di se stessi si accetta anche l’idea che l’altra persona abbia una dimensione segreta che necessita costantemente di essere scoperta perché il vero amore è ALTERITA’ ovvero l’amore dell’altro nella sua interezza. In questa ottica, persino il matrimonio deve assumere le caratteristiche di una continua ricerca di perfezione, di scoperta dell’altro e di perenne insoddisfazione, lavorando continuamente su detta unione (come farebbe un artista durante la revisione di una sua opera).
Per non essere vittime di tradimento (o tradire) è necessario avere le caratteristiche per superare qualsiasi altro amore che l’uomo o la donna potrebbero incontrare, in quest’ottica l’amore è da intendersi come guerra : vinco se batto ogni altro avversario. Il vero amore non è quiete dell’anima ma è simile nella struttura alla verità che, per essere tale, deve vincere ogni sua negazione.
Alla luce di quanto detto, così potremmo brevemente interpretare il mito e di conseguenza il processo di innamoramento: Psiche viene rapita da Amore; Psiche perde Amore e se stessa ed è vittima di follia e sofferenza; Psiche dopo varie peripezie viene trasformata dall’Amore e diventa immortale.

PUBBLICATO 01/05/2021 | © Riproduzione Riservata





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