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Non sono nessuno, ma…

Foto © Acri In Rete
Vincenzo Rizzuto
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Non sono nessuno, ma al posto della senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazifascisti, non sarei stato disponibile a presiedere l’incoronazione di un post-fascista alla carica di presidente del Senato, né a ricevere dalle mani dell’eletto un mazzo di fiori.
Certamente in molti diranno che sono un incallito e cocciuto nostalgico di stupide chiusure ideologiche, e che è tempo di dimenticare i mazzieri, tenuto conto che con libere elezioni anche a Sant’Anna di Stazzema la destra filofascista ha fatto il pieno di voti e di consensi.
Ma, vivaddio, come si fa, da parte di una Signora di 97 anni, icona della Resistenza e dell’orrore dei campi di sterminio, a resistere al puzzo nauseante di post-fascisti incalliti, che sotto mentite spoglie vengono votati anche da una parte della sedicente opposizione venduta.
Per essere capace di non vomitare, come sarebbe certamente successo a me, povero mortale, di fronte a tali spettacoli, c’è davvero bisogno di grande, grande coraggio, che ancora una volta la Signora Segre ha dimostrato di avere forse in nome dell’alta funzione istituzionale di cui è stata investita; tuttavia, per onestà intellettuale, non posso non ribadire che dal profondo dell’anima avrei preferito non vedere la grande Segre fare da madrina in quella farsa, sia pure in qualità di rappresentante più anziana dell’Assemblea; forse assentandosi o rifiutandosi con un atto di insubordinazione avrebbe potuto risparmiarsi lo strazio: a volte penso proprio che disobbedire sia la cosa più ‘santa’ e più saggia che una persona possa fare.
Peccato che questa disobbedienza non sia avvenuta, mi avrebbe proprio fatto un gran bene non solo morale ma anche fisico, soprattutto alla mia età!

PUBBLICATO 15/10/2022 | © Riproduzione Riservata





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