Corruzione, chiuse le indagini nei confronti di Aieta e Ferrari
Mirella Molinaro
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Prosegue l’inchiesta che ha coinvolto l’ex consigliere regionale Giuseppe Aieta, sindaci e imprenditori del Cosentino.
La Procura di Paola ha chiuso le indagini nei confronti di Aieta, di Dante Ferrari, amministratore delegato della Sateca, la società affidataria della gestione delle Terme Luigiane; di Giuseppe Tucci azionista della stessa società e di Mario Schiavoni dipendente della Sateca. Il provvedimento di chiusura indagini è stato notificato nella giornata di ieri ai difensori degli indagati. Infatti, nei giorni scorsi il gip del Tribunale di Paola Rosamaria Mesiti ha emesso un provvedimento di divieto di dimora in Calabria nei confronti di Aieta, accusato di corruzione elettorale. L’ex sindaco di Cetraro era stato iscritto nel registro degli indagati nel 2020: l’11 febbraio di quell’anno fu destinatario di un decreto di perquisizione. Con lui erano finiti sotto la lente dei pm anche i sindaci di Acri Pino Capalbo e di Longobucco, Giovanni Pirillo; gli imprenditori di Roggiano Gravina Emilio Morelli e di Corigliano Giuseppe Chiaradia. Ma su di loro, il gip ha riconosciuto l’incompetenza territoriale. La loro posizione, infatti è stata stralciata e il fascicolo è stato trasmesso ad altri Uffici per competenza territoriale. Secondo le indagini, coordinate dal procuratore capo Pierpaolo Bruni, il politico cetrarese in cambio di voti avrebbe assunto alcune persone nella struttura regionale di cui era a capo. Ma a mettere nei guai Aieta non sarebbero state solo le assunzioni di Capalbo e del figlio di Pirillo, ma pure la complessa vicenda delle Terme Luigiane. Aieta, Ferrari, Tucci e Schiavoni sono accusati in concorso di aver messo su un medesimo disegno criminoso nella gestione dello stabilimento delle Terme Luigiane. Nel provvedimento, firmato dal procuratore Bruni e dal sostituto Luca Natalucci, Aieta in qualità di consigliere regionale uscente e di candidato alle Regionali del 26 gennaio del 2020 avrebbe accettato la richiesta di sostegno elettorale e di procacciamento di voti da parte di Ferrari ricevendo – se - condo l’accusa – ulteriori utilità in favore della Sateca a favore di terzi beneficiari. In particolare, i pm evidenziano che gli indagati avrebbero assecondato le richieste di Aieta consistite nell’assunzione di persone segnalate dallo stesso consigliere regionale. L’ex sindaco di Cetraro si sarebbe accordato “in modo occulto” e senza coinvolgere i soggetti istituzionali preposti (ovvero i Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese) con Dante Ferrari per ottenere la stabilizzazione della posizione contrattuale della Sateca quale sub concessionaria fino al 2036. I magistrati accusano, inoltre, Aieta di essersi impegnato più volte affinché la Regione provvedesse a sopprimere il ruolo di concessionari dei Comuni di Acquappesa e Guardia e quindi in questo modo si sarebbe instaurato un rapporto concessorio diretto e definitivo tra la Regione e Sateca (a danno dei due Comuni) anche attraverso quelle che i pm definiscono condotte collusive di Ferrari. Tali episodi contestati si riferiscono al gennaio del 2018. Nel capo di imputazione B, invece, viene contestato a Schiavoni, ritenuto dagli inquirenti vicino a Dante Ferrari, di aver costretto con minacce una dipendente della Sateca a votare per Giuseppe Aieta altrimenti avrebbe perso il lavoro all’interno dello stabilimento termale. Il riferimento è alle Regionali del 26 gennaio del 2020. Nel provvedimento di chiusura indagini, notificato ieri, sono contenuti anche i capi di imputazione che coinvolgono Aieta e il sindaco di Acri Capalbo anche se per quest’ultimo, come già detto, la posizione è stata stralciata e gli atti sono stati trasferiti a Cosenza. Secondo l’accusa, Capalbo avrebbe procacciato voti per Aieta sempre per le Regionali del 26 gennaio del 2020 affinché gli venisse rinnovata l’assunzione nella struttura regionale. Aieta è stato eletto consigliere regionale di minoranza in quella tornata elettorale ed effettivamente –scrivono gli inquirenti –il contratto gli fu rinnovato il 27 marzo del 2020 fino alla fine del mandato dello stesso Aieta. Tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva. Il prossimo 24 gennaio si svolgerà davanti al Tribunale della Libertà di Catanzaro l’udienza del Riesame per Aieta. L’ex sindaco di Cetraro è difeso dall’avvocato Vincenzo Adamo. Gli altri difensori sono difesi dagli avvocati Marco Bianco, Vincenzo Belvedere, Tenuta Paolo. Fonte Gazzetta de Sud 18-01-2023 |
PUBBLICATO 18/01/2023 | © Riproduzione Riservata

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