OPINIONE Letto 3155  |    Stampa articolo

Tu torneresti ad Acri?

Foto © Acri In Rete
Angelo Bianco
condividi su Facebook


Scrivi spesso di Acri, dici della tua nostalgia ma tu, oggi, ci torneresti a vivere?”
Antonio è un amico d’infanzia, sua figlia ha l’età di Elisa e anche loro sono diventate amiche di questa infanzia d’estate, la sua è una provocazione intelligente e la mia risposta è d’acchitto, è “si”.
Acri è il paese dove siamo nati liberi da cellulari e tatuaggi, è dove c’erano gli amici, la strada, il pallone, il cinema, le botteghe e l’oratorio:
Acri è la rappresentazione autosufficiente della vita serena che rivorresti vivere, io l’ho vissuta così, ma è ancora così?
Esco a fare colazione, scelgo il primo bar ma non ha brioche di pasticceria, io prima ero abituato a quelle. Prendo una conchiglia scongelata, è quanto faccio allo spaccio dell’ospedale. Vado a pagare, immagino meno di quanto mi chiede Sara, la barista spezzina e, invece, è pari e patta.
Improvvisamente sono fuori dalla bolla fantastica del mio paese, dove tutto pensavo costasse meno che la metà, dove tutto allora non è fatto a mano, dove tutto adesso è così.
L’acchitto è la prima mossa della partita, comincio a giocare davvero.
Quando tornavo dall’università, pigliavo il pullman dalla stazione di Paola e pregavo di non vomitare, c’era un’ora e più di curve fino ad Acri.
40 anni dopo, sono uscito dallo svincolo autostradale e ho rifatto lo stesso segno della croce, le curve sono sempre lì a minacciare il mio stomaco, nulla è migliorato, proprio nulla, anzi.
Non c’è più l’Ospedale ma Acri è un paese a prevalenza geriatrica, la vita media si è allungata, i posti letto sono ristretti e se hai un infarto, un ictus, un’emergenza chirurgica fai presto a far scendere la media. È il risultato della politica della ottimizzazione dei costi, è quanto c’è costato il loro voto, non è quanto a loro costa la nostra vita.
Non c’è piu l’ENEL, non c’è più la SME, non c’è più lavoro, i fondi sono sfitti, le piccole botteghe, tutte quelle che animavano il commercio delle strade e delle piazze piene, sono sparite, fagocitate dai centri di grossa distribuzione, dove non ci sono più titolari dai soprannomi eterni ma cassiere che passano i prodotti sui nastri senza piu la poesia dell’assaggio e senza manco il risparmio promesso, una bottiglietta d’acqua costa un euro.
Non c’è più nemmeno la squadra di Calcio, lo sport adesso non è una bandiera rossonera, è business e i soldi non hanno colore e se non ne hai, il colore lo ritrovi solo nelle foto appese al bar dello sport.
La partita continua.
Il tempo è trascorso, io lo fermo nei ricordi, nelle foto, negli amici che mi fermano per strada e mi dicono “ma tu si u figliu e capoBianco, un si cangiato e nente” e, invece, io ho la barba bianca e ancora qualche capello resiliente.
Acri, tutti i paesi dei nostri calzoni corti, non esistono più, adesso c’è via Ippocrate e corso
Pertini, tutto è cambiato per dirci migliori ma siamo solo diventati più vecchi.
Ieri sera ci siamo ritrovati con Aldo, Mariateresa Capalbo, Teresa Mascaro, Valerio Curto e sua moglie, seduti “supra l’uortu” a mangiare un gelato ma abbiamo gustato i ricordi, raccontandoci le imprese goliardiche del liceo, della prof.ssa Julia, di Francesco Foggia, il prof. di Scienze e di quanto, a turno, non ci ricordavamo più di aver vissuto.
il tempo è trascorso.
Tornare ad Acri è sedersi al tavolo dell’età che non c’è più ed evocarne la presenza, sorridere di gusto con gli amici che sono rimasti e respirare a pieni polmoni l’illusione che sia ancora tutto possibile.
“Eli, tu ci abiteresti ad Acri?” e lei “si papà perché, vuoi trasferirti un’altra volta?”
Acri è un paese per gli estremi della vita, è per bambini e per gli anziani, il minimo comune denominatore è la semplicità di quanto hanno bisogno per dirsi felici, una piazza, una panchina e qui ci sono ed è un paradiso ma la vita di mezzo?
È nella vita di mezzo che si gioca la partita vera, quando le esigenze si complicano, quando studi, esplori, viaggi, sperimenti, lavori, ed è li che può essere un inferno, ritrovarsi nei gironi di un mestiere che non c’è o è sottopagato, magari occasionale e senza certezze, in una strada d’inverno vuota che vive solo le feste e qui c’è anche questo e, per i più con cui parlo, “soprattutto questo”.
Caro Antonio, ritornare oggi ad Acri è un desiderio mosso dal senso di appartenenza ad una comunità che è radicato dentro l’anima di ogni paesano di ogni paese.
Non c’è altra ragione che possa dirsi altra da questa per rispondere alla tua domanda e anche io ho quest’anima ma se vuoi posso dirti anche di un sogno. È bucare la bolla e provare a costruire un idea di futuro e non per vivere di rendita di quanto è stato il passato, seduto su una panchina “supra l’uortu” perché noi, amico mio, non siamo ancora vecchi e abbiamo Elisa, Vittoria, Allegra, Ludovica, Daphne che la vita li porterà via dall’idea che una sola piazza può bastare e, allora, si: io tornerei ad Acri.
Ciao paese mio, è stata una bella vacanza, è un bel sogno e la bellissima notte bianca ne è una speranza viva.

PUBBLICATO 12/08/2023 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

IL FATTO DELLA SETTIMANA  |  LETTO 331  
Capalbo verso le dimissioni?
Pino Capalbo, attuale sindaco di Acri, starebbe maturanda l’idea ( molto.... ...
Leggi tutto

NOTA STAMPA  |  LETTO 429  
La convocazione di un Consiglio comunale segue procedure precise. L’opposizione pensi ad un programma per la città
Oggi, in un articolo, la minoranza consiliare ha lamentato una presunta.... ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 111  
Domenica in Accademia il pianista bulgaro Ivan Donchev per il terzo concerto dedicato all’integrale delle Sonate di Beethoven
Prosegue ad Acri il grande progetto dedicato all’integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven, interpretate dal pianista bulgaro Ivan Donchev, tra i pochi artisti oggi in Italia ad ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 106  
Il Trio Marsili e il romanticismo di Brahms e Turina
Domenica 30 novembre 2023, nella sala consiliare di Palazzo Sanseverino-Falcone di Acri, avrà luogo il concerto del Trio Marsili, violino violoncello e pianoforte, con il patrocinio dell’amministrazio ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 221  
''Navighiamo rispettosamente con l'aiuto della Polizia Postale'': la scuola protagonista di un grande evento formativo sulla sicurezza digitale
Il 28 novembre scorso nello storico scenario di Palazzo Sanseverino, l’IC “Beato F. M. Greco-San Giacomo” è tornato al centro della scena educativa con un’iniziativa di forte richiamo: “Navighiamo ris ...
Leggi tutto