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Il Giubileo della Speranza

Foto © Acri In Rete
Simona Cozzetto
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Il Giubileo 2025, annunciato da tempo come il "Giubileo della Speranza", si apre in un mondo in cerca di pace e riconciliazione.
Mai come oggi, l’umanità avverte il bisogno di una rigenerazione spirituale e morale, e la Porta Santa si configura come il varco verso un rinnovamento collettivo. "Passare oltre" è l’espressione che il Pontefice ha scelto per esprimere il senso di questo cammino giubilare.
Si tratta di compiere un atto di fede e coraggio, superando le barriere dell’indifferenza e dell’egoismo per costruire ponti di pace e solidarietà. È un invito rivolto non solo ai cristiani ma a tutta l’umanità, affinché si apra alla speranza, accogliendo il dono della misericordia divina. L’apertura della Porta Santa è un rito che ha attraversato i secoli, conservando intatta la sua solennità.
Fu Papa Alessandro VI, nel Natale del 1499, a introdurre per la prima volta il gesto simbolico di aprire la Porta Santa della Basilica Vaticana. Da allora, ogni Giubileo ha visto questo momento come un segno di grazia e riconciliazione. Anche quest’anno, il rito è stato rinnovato con un’attenzione particolare ai temi cari a papa Francesco: la misericordia, la cura del creato e l’impegno per i più deboli.
La Porta Santa, dunque, non è solo un simbolo ma un richiamo a un’azione concreta: "aprire" le porte del cuore e della società alla giustizia e alla fraternità.

PUBBLICATO 27/12/2024 | © Riproduzione Riservata



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