Autocelebrazione del nulla, mentre Acri perde le sue autonomie scolastiche (e non solo)
Emilio Turano, Natale Zanfini, Giuseppe Intrieri
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Mentre Acri affonda sotto il peso di una gestione fallimentare, il sindaco Capalbo continua a rifugiarsi nella propaganda, evitando accuratamente di rispondere nel merito: sotto la sua amministrazione, la città ha perso due autonomie scolastiche. Una responsabilità che ricade interamente sulle sue spalle, dopo che nel 2023 ha deliberato un accorpamento disastroso senza alcuna reale consultazione con la comunità scolastica, condannando Acri alla perdita di autonomie scolastiche.
Ora tenta di distogliere l’attenzione elencando opere e finanziamenti, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: Acri è uscita devastata dalla sua amministrazione. Come sottolineato nella mozione di sfiducia, il suo mandato è stato un susseguirsi di fallimenti, con servizi inefficienti e una città in declino. I problemi irrisolti colpiscono ogni settore: scuole depotenziate, strade in condizioni disastrose, degrado urbano, illuminazione pubblica insufficiente e cimiteri che riflettono il caos amministrativo in cui ha trascinato Acri. A tutto questo si aggiunge l’aumento dei tributi locali, ulteriore segnale di una gestione incapace e vessatoria. Capalbo, con la sua arroganza ormai conclamata, evita di rispondere nel merito e tenta di ridurre il dibattito a sterili attacchi personali, nella speranza di sviare l’attenzione dalle sue responsabilità. Ma la verità è una sola: Acri ha perso fiducia in questa amministrazione. Il tempo della propaganda è finito, ora è il momento di rispondere del disastro lasciato dietro di sé. |
PUBBLICATO 04/02/2025 | © Riproduzione Riservata

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